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MUTANDE
La
scorsa estate, per motivi di lavoro, ho avuto occasione di girare parecchio
per feste e ritrovi. Niente di altolocato, per carità: feste paesane e sale
da ballo popolari!
Non è la prima volta che mi capita, sono circa 15 anni che trascorro
l'estate così (se dio vuole, questa è stata l'ultima!), ma mai come
quest'anno ho potuto constatare come siano rimaste ben poche le donne in
circolazione: il pianeta si sta lentamente popolando di femmine
all'affannosa ricerca di stalloni da monta.
Lungi
da me l'intenzione di fare del moralismo a buon mercato: ho sempre affermato
ed ancora affermo che ognuno è libero di andarsene in giro conciato come
meglio crede, che l'abito non fa il monaco e che i giudizi sommari sono
assolutamente da evitare. Sono una figlia legittima del '68 (avevo 16 anni,
all'epoca!) e dei cortei femministi che ne sono derivati. La mia è
semplicemente una considerazione di fronte ad un fatto di costume che mi ha
suscitato non poche perplessità per tutto ciò che sottende.
Ed il fatto in questione è il seguente: circolano, ormai, schiere di
carampane cinquantenni (ossia mie coetanee!) agghindate come se fossero
tante adolescenti con gli ormoni in subbuglio. La divisa ufficiale è:
pantaloni bianchi (meglio se fuseaux a pelle) rigorosamente trasparenti,
indossati su di un tanga ridottissimo e corredati da un top con ombelico a
vista. Ci sono, poi, altre versioni che comprendono minigonne svolazzanti,
pantaloncini sgambati, pizzi supertraforati e via discorrendo: il tutto,
comunque, sempre con chiappe ed ombelico in primo piano. Ma non basta
l'abbigliamento, che in sé sarebbe ancora ben poca cosa, una semplice
questione di gusto: c'è, annessa, tutta una serie di atteggiamenti che
dicono, senza possibilità di equivoco: "Scopami!".
Non tutti questi esemplari hanno la possibilità di esibire un aspetto da
quindicenne: stiamo parlando di comuni mortali che non trascorrono la vita
tra beauty farms, centri estetici e chirurghi plastici! Se in qualche
rarissimo caso il culo ancora regge a malapena, aiutato dal tessuto elastico
dei pantaloni, il viso denuncia sempre tutta l'età, quando non addirittura
qualche annetto in più, soprattutto se, come quasi sempre avviene, è
intristito da un trucco pesante e da un'abbronzatura da vecchio lupo di
mare, mentre il ventre e le braccia sono, di norma, nell'anticamera del
flaccidume dichiarato. Le acconciature sono o cortissime a zazzerotta
gellata con evidente decolorazione casalinga, oppure rese lunghissime e
svolazzanti da una extension eseguita con i capelli della Barbie. La
calzatura preferita ha almeno dieci centimetri di tacco, è spesso in falso
pitone con maliziosi laccetti alla caviglia e lascia il piede completamente
scoperto, cipolla e calli compresi.
Se la cosa si limitasse al look, pazienza: si potrebbe solo pensare che il
mondo sia pieno di persone deboli di vista (ce l'avranno, sì, uno specchio,
in casa…?). Ma, invece, non finisce qui.
Come
tante piccole anziane gatte in calore, queste gentildonne girano per feste
popolari e balere alla ricerca di maschi: se ne avvistano uno separato dal
branco, ci si buttano sopra come piranha e non lo mollano se non ad amplesso
consumato (quella che ai tempi della Veronica di via Canonica si chiamava
'sveltina in piedi'). Se, per caso, il maschio in questione si dimostra
reticente (è difficile, ma può accadere…), niente paura: lo scartano
subito e partono a caccia di una preda più disponibile.
Se nel territorio non ci sono maschi isolati… e chi se ne frega… vanno
bene anche quelli già accoppiati: ci sarà ben un momento di distrazione da
parte della legittima accompagnatrice…! Quest'ultima modalità è spesso
occasione di sceneggiate ed anche di vere e proprie risse e non c'è nulla
di più deprimente che vedere due femmine che si menano per un maschio:
perfino in Natura accade sempre il contrario…!
E' questo il lato triste della vicenda: ci sono donne che hanno fatto tanto
per conquistarsi un posto dignitoso a questo mondo. E poi ci sono le altre
che non hanno capito un tubo e che hanno scambiato l'emancipazione femminile
per la libertà di scopata!
Ciò contribuisce pesantemente a mantenere un certo tipo di maschi nella
loro atavica convinzione che le donne - tutte, tranne la mamma - siano solo
delle gran mignotte con le quali è consentito dimenticare allegramente le
più elementari regole della buona educazione e del rispetto. E non parlo
solo di coloro che praticano lo stupro come unico modo di approcciare una
donna, ma anche di quelli un po' meno barbari (o un po' più timorosi del
codice penale), che però mantengono nei confronti dell'universo femminile
un atteggiamento più o meno latente di arrogante superiorità.
Parità tra uomo e donna non significa che le donne debbano diventare delle
fotocopie degli uomini! Questo è solo un travisamento del femminismo che ha
creato due tipi di mostri: da un lato quelle virago in tailleur grigio,
scarpe piatte e crocchia, senza la più pallida ombra di femminilità, che
parlano e si comportano come il peggiore dei maschilisti; dall'altro, le
gatte in calore di cui sopra.
Mi domando, allora: è proprio necessario travestirsi per trovare
approvazione? Perché ci sono così tante donne (ed in questo, ahimè, l'età
non conta!) che cercano di farsi accettare andandosene ostentatamente in
giro con le gambe aperte come se quello fosse l'unico argomento con cui si
può catturare un uomo?
In realtà, non hanno tutti i torti, perchè con quel modo di porsi un uomo
lo catturano di certo: il primo che passa, chiunque sia di volta in volta.
Salvo, poi, andare dalla cartomante ad implorarla di liberarle da una strana
maledizione: "Trovo solo uomini che mi usano e poi mi buttano come uno
straccio vecchio…: avrò mica una fattura…?"
Andando
oltre, mi pongo e ti pongo un'altra domanda che è il vero spunto di
riflessione di questo articolo: è proprio necessario darsi tanto daffare,
in mille modi diversi, per trovare approvazione? Perché trascorriamo buona
parte della nostra vita a stravolgerci, a non essere noi stessi, ad
inventarci ogni sorta di travestimento, al solo scopo di mendicare un po' di
attenzione dagli altri? Cerca di risponderti, ma soprattutto cerca di
individuare cosa fai tu che non ti appartiene e non ti piace, per compiacere
qualcun altro e farti accettare: se usi un po' di sincerità, avrai delle
sorprese, ma contemporaneamente riuscirai anche a liberarti da tutto ciò
che non è tuo ed a vivere una vita molto più autentica, dignitosa e
serena!
Laura Fezia
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