2012
“Cosa nasconde il Vaticano dietro i misteri nati e ostinatamente
mantenuti intorno al terzo segreto di Fatima?
Il testo del messaggio affidato dalla Madonna ai tre pastorinhos nel
1917 è quello pubblicato dalla Santa Sede nel 2000, esiste davvero un
"quarto segreto" come sono in molti a ipotizzare o la verità è un'altra?
Che ruolo hanno, in questo contesto, due piccoli annaffiatoi di
cristallo, gli arredi degli appartamenti pontifici e il 1960?
Quale legame unisce le apparizioni mariane del XIX e XX secolo con i
maya, le leggende, le profezie, le tradizioni di tutti gli antichi
popoli della terra e con le nuove frontiere della scienza?
Lo scoprirete leggendo “Fatima, un segreto per il futuro prossimo” di
Laura Fezia, edizioni L’Età dell’Acquario: un vero giallo con colpo di
scena finale.”
Il libro ha ottenuto e sta
continuando a ottenere un grande successo, tanto che dalla sua
pubblicazione - avvenuta nello scorso mese di settembre - non passa
giorno senza che mi giungano mail e telefonate, che posso dividere in
tre filoni:
1) quelle di ringraziamento per aver fatto chiarezza su un argomento di
cui poco si parla (e quelli che lo fanno spesso farneticano), di
adesione alle tematiche affrontate nel libro, alla sua impostazione,
all’assenza di fanatismo.
2) quelle di dissenso, a loro volta articolate in: insulti e minacce di
anatemi; tentativi di redenzione accompagnati dalla preoccupazione per
il destino della mia anima e promessa di preghiere salvifiche; richiami
alla razionalità e alle certezze scientifiche.
3) quelle in cui mi si domanda un parere su alcuni dei temi di più
scottante attualità (dal momento che nel libro c’è un capitolo
intitolato “La situazione attuale”, ovviamente fotografata fino al
momento in cui ho consegnato il dattiloscritto all’editore, ossia al
mese di aprile del 2008).
Ringrazio a mia volta coloro che mi hanno espresso un incondizionato
consenso: raccomando solo di continuare a filtrare le opinioni di
chiunque (mie e/o altrui) attraverso la sensibilità personale. Chi mi
conosce sa bene che non ho mai la pretesa di vendere dogmi e che anzi il
commercio della Verità è oggetto di una battaglia che porto avanti da
decenni. L’intento contenuto in tutto ciò che scrivo è solo quello di
raccontare ai lettori le mie risposte e offrire spunti affinché ognuno
trovi le proprie in piena libertà e totale autonomia.
Ringrazio anche coloro che dissentono, naturalmente, soprattutto quelli
che dissentono civilmente (e sono la maggioranza). Informo la frangia di
immancabili integralisti, quelli che - convinti di parlare/agire in nome
e per conto di “Dio” - si affannano a tempestarmi di insulti, che amo il
caldo e che dunque la minaccia che la mia anima traviata brucerà tra le
fiamme dell’inferno suona alle mie orecchie come una dolce promessa.
Ribadisco quanto si trova nell’introduzione del mio libro, a pag. 15.
L’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana recita
testualmente: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio
pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Chi non è d’accordo è a sua volta altrettanto libero di esprimere il
proprio dissenso. Se poi c’è chi ci riesce solo con gli insulti e/o le
minacce, beh... il problema è suo!
Arrivando al 3° filone di mail/telefonate, sono due le questioni sulle
quali più frequentemente mi si domanda un parere:
1) cosa penso davvero sul 2012;
2) la spinosa vicenda Eluana Englaro/testamento biologico.
Nella prima domanda mi piace soprattutto quel “davvero”, come se la mia
opinione sul 2012 non fosse già chiara nel libro o come se nelle sue 262
pagine si dovesse celare per forza, nascosta tra le righe, qualche
segreta rivelazione riservata a pochi “addetti ai
lavori/iniziati/eletti”. La risposta è una sola: se mai ci fosse un
codice per decifrare “Fatima, un segreto per il futuro prossimo” e
trovarvi la chiave d’accesso a misteriose conoscenze, pensate che lo
racconterei a chi - spesso con un fare da carbonaro - mi manda una mail
o mi telefona? Perché siamo più propensi a cercare strane complicazioni
- possibilmente paranormali - piuttosto che accettare la semplice
realtà?
La seconda domanda è certamente molto più seria e degna di una risposta,
che sinteticamente suona così: sono assolutamente favorevole a un
testamento biologico in cui il firmatario sia lasciato completamente
libero di decidere per se stesso quello che gli pare, senza che terzi
(medici, magistrati, altre autorità civili o religiose) possano
minimamente interferire con quelle che sono le sue volontà.
Personalmente (= per me!) sono fermamente contraria a qualsiasi
intervento (medico e/o chirurgico) che configuri anche solo da lontano
l’accanimento terapeutico, ivi comprese l’alimentazione e l’idratazione
forzate, ossia non attraverso le normali vie previste da Madre Natura.
Sono favorevole alla sola somministrazione di terapie del dolore. Penso
di essere stata chiara.
Ma rispetto tutte le scelte personali, anche quelle diverse dalla mia.
Definire vergognoso il can-can politico nato intorno a Eluana e alla sua
famiglia, significa ancora essere troppo gentili.
Durante quella tristissima vicenda abbiamo assistito a una nuova,
curiosa moda che ha contagiato freneticamente tutta la classe politica
italiana: la postura a 90° davanti ai diktat del Vaticano. E la gara a
chi si inchina di più continua ancora adesso, mentre una commissione
parlamentare sta discutendo sulla legge che dovrebbe rendere possibile a
chiunque di disporre liberamente di se stesso: il testo in discussione è
la più plateale presa per i fondelli che si possa immaginare, perché di
fatto, tra mille distinguo, cavilli, ostacoli, ma/se/però, rende
impossibile la tutela delle reali volontà del singolo che dichiari di
volere essere lasciato morire in santa pace.
Non credo che la Chiesa (qualsiasi chiesa, quindi anche quella
cattolica) possa arrogarsi il diritto di decidere per tutti.
Ci indigniamo contro l’integralismo islamico, ma non ci rendiamo neppure
conto che il Vaticano sta tenendo un comportamento altrettanto
integralista, soffocando la libertà del singolo.
Santaromanachiesa perde il pelo, ma non il vizio, ha ancora la curiosa
mania del tempo delle Crociate: quella di convertire l’infedele e se
questo si ostina a resistere, di distruggerlo. Certo: oggi le “armi”
sono cambiate. L’infedele (identificato con chiunque abbia convinzioni
diverse) si distrugge sottraendogli la possibilità di disporre di se
stesso, della propria vita e della propria morte.
Ma il destino della Chiesa di Roma (e di tutte le altre) ha i giorni
contati: quelli sferrati con tanta arroganza e assoluta, bizzarra
assenza di carità cristiana contro casi come quello di Eluana, contro
l’omosessualità, contro mille altre sacrosante scelte individuali, sono
solo gli ultimi colpi di coda di un drago che sa che la fine è vicina.
Chi ha già letto “Fatima: un segreto per il futuro prossimo” sa perché.
Chi non lo ha ancora letto, può avere la curiosità di informarsi
leggendolo.
Laura Fezia