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ALCUNI ASSAGGI
Questo è un libro dedicato ai bambini e che parla di bambini, ma prima di incominciare occorre che ci intendiamo sul significato di questo termine.
La condizione di bambino, infatti, non è strettamente legata ad una questione anagrafica: lo siamo stati tutti, ma non basta, ancora lo siamo, solo che non ce ne ricordiamo mai o ce ne vergognamo o cerchiamo di nasconderlo, perché qualcuno ci ha costantemente fatto credere che "crescere è bello", intendendo per 'crescere' l'imparare ad usare esclusivamente la razionalità.
Questo libro, dunque, parla di tutti noi, vuole aiutare tutte le persone afflitte dalla "sindrome di Peter Pan" a non vergognarsene più, a permettere alla propria Anima Bambina di uscire allo scoperto per riappropriarsi, alla luce del sole, del posto che le spetta.
A tutti gli adulti è accaduto, prima o poi, di sentirsi rimproverare da qualcuno con la frase: "Ma cerca di crescere, perbacco!" ed è certo che il mondo è pieno di persone che fanno i bambini: ne conosco fin troppe e certamente è molto difficile averci a che fare mantenendo la calma! Questo accade perché a nessuno è stato permesso di essere bambino, nel vero significato del termine. Fin da piccolissimi ci hanno perentoriamente intimato di "usare la testa", ci hanno impedito di sognare più di tanto, come se lasciar vagare la fantasia fosse una inutile, quando non dannosa, perdita di tempo […]
Per fare un figlio, occorre essere in tre! Tutte le volte che mi capita di ripetere questa frase, nel corso di qualche conferenza, registro due tipi di reazioni.
Da un lato ci sono coloro che già mi conoscono e che se la ridono sotto i baffi, scambiandosi occhiate complici ed osservando divertiti gli ignari. Dall'altro ci sono quelli che non mi hanno mai ascoltata e non hanno mai letto i miei libri e che normalmente sono stati trascinati all'incontro da qualche amico burlone: nella migliore delle ipotesi, ingoiano saliva, colti da subitaneo imbarazzo e si domandano dove mai sono capitati.
Eppure, quello che a botta calda sembra un invito all'ammucchiata selvaggia, nasconde, invece, una profonda verità: per dare il via ad una nuova vita, sono necessari, a priori, un padre, una madre ed un figlio. Ovvero: un uomo ed una donna, più o meno consciamente pronti a diventare genitori ed un'anima cui interessi incarnarsi in QUEL contesto famigliare. […]
Si dice che l'amore materno - così come lo concepisce la razza umana - sia la cosa più naturale di questo mondo. Certo: talmente naturale che in Natura non esiste!
Conosco puponi di venti, trenta, quarant'anni e più che continuano ad essere accuditi dalle loro mammette come se fossero dei cuccioloni perennemente da svezzare! Ma guardate un po' se la femmina di qualsiasi mammifero si comporta in modo analogo: non ci pensa nemmeno! Partorisce il cucciolo, lo nutre, lo cura con grande amore, lo difende anche a costo della propria vita, gli insegna con scrupolo tutto ciò che gli serve per sopravvivere, senza sognarsi minimamente di riempirlo di paure immotivate, dopo di che lo allontana da sé senza pietà, perchè il suo compito di madre è finito ed il giovane animale è perfettamente in grado di sbrogliarsela da sé.
Ma c'è di più. Se la femmina in questione rincontra uno dei suoi figli ormai cresciuto, non lo riconosce nemmeno più come tale, per un motivo molto semplice: che non è SUO! […]
Tutto ciò che viene detto o mostrato ad un bambino ha valore di informazione. Attraverso le parole ed i comportamenti degli adulti egli si forma l'immagine di se stesso e della realtà che lo circonda.
Provate un po' a ricordare se la vostra infanzia è stata riempita da più: "sì, bravo, va bene, continua così…!" o da più: "no, che stai facendo, lascia fare a me che tu non sei capace…". Quante volte siete stati rimproverati, anche da piccolissimi, per aver macchiato il vestitino buono ( che, per altro, non avevate chiesto voi di indossare per fare bella figura con la prozia ricca…) o per aver rotto un giocattolo nel legittimo tentativo di smontarlo…? E quando avete incominciato ad andare all'asilo e poi a scuola, siete o non siete stati messi immediatamente a confronto con gli altri bambini…? Com'è il vostro rapporto con il cibo? Da bambini vi hanno lasciato mangiare in santa pace ciò che era di vostro gradimento o piuttosto vi hanno riempito il piatto di inesorabili mestolate di odiosa minestrina, pretendendo che la divoraste fino all'ultimo cucchiaio, oppure vi hanno costretto a rimpinzarvi come tacchini natalizi anche quando, per cause assolutamente fisiologiche, non avevate fame? Al primo starnuto, vi hanno immediatamente ficcato "là" un gelido termometro, imbottendovi di farmaci a rischio di avvelenamento e soffocandovi sotto cumuli di coperte e se per caso il vasino restava vuoto per mezza giornata, vi hanno o non vi hanno proditoriamente ficcato in bocca un confettino lassativo? Vi hanno permesso di esplorare in lungo e in largo il vostro corpo fisico, di toccarvi, palparvi dove vi veniva bene di farlo per pura e semplice curiosità, senza porre limiti, né circoscrivere zone proibite? Vi hanno lasciato sognare a lungo ad occhi aperti, come solo un bambino sa fare, completamente immersi nel meraviglioso mondo buono della vostra fantasia?
Se, inoltre, siete nati e cresciuti in un ambiente cattolico, sopra ed insieme a tutto questo va aggiunto l'aleggiante senso del peccato, in agguato dietro ogni pensiero, parola o azione.
Per quello che vedo io, oggi le cose non sono molto cambiate: gli argomenti saranno diversi, ma ciò non di meno, continuiamo a riempire i nostri figli di paure, ossia forniamo loro quasi esclusivamente informazioni negative. Chiaramente la nostra intenzione è quella di proteggerli, così come i nostri genitori hanno, a loro volta, inteso proteggere noi, urlandoci: "Attento che cadi…!".
Ma, stranamente, qualsiasi bambino "cade" solo nel preciso istante in cui lo si mette ansiosamente in guardia.
Tutti abbiamo presente, credo, Willy Coyote che inseguendo Bipbip su di uno sperone di roccia si ritrova a correre per qualche metro nel vuoto… ma precipita solo quando si rende conto di non avere più la terra sotto i piedi…! Stessa sorte tocca spesso a Gatto Silvestro mentre cerca di acchiappare l'antipaticissimo Titti…! […]
[…]nessuno ha il diritto di rovinare la vita di un qualsiasi bambino, continuando a trasmettergli una valanga di informazioni negative, riempiendo la sua mente di "non puoi…, non sai…, non sei…", frenando la sua corsa di essere umano libero e consapevole verso la meravigliosa avventura della vita con la zavorra di mille paure.
"L'uomo che oggi si comporta da vigliacco, è il bimbo che ieri schernivano; il violento di oggi, è il bimbo che ieri frustavano; l'impostore di oggi, è il bimbo a cui ieri non credevano; l'uomo che oggi non sa più sognare né immaginare, è il bimbo cui ieri sono stati uccisi i sogni (questo è, a mio avviso, uno dei delitti peggiori che si possano commettere: uccidere i sogni di un bambino!); il contestatore di oggi è il bimbo che ieri opprimevano; l'insicuro e il 'complessato' di oggi, è il bimbo che ieri scoraggiavano; l'uomo introverso ed emarginato di oggi, è il bimbo che ieri trascuravano; l'uomo che oggi ha timore di agire per paura di sbagliare, è il bimbo che ieri veniva punito ogniqualvolta commetteva un errore."
Ora, ditemi chi vorrebbe avere per figlio un vigliacco, un violento, un impostore, un arido, un contestatore, un insicuro/complessato, un pavido… e l'elenco potrebbe proseguire all'infinito su questo tono. Risposta: nessun genitore sano di mente!
Eppure, fino a che non vi deciderete a guardare negli occhi la vostra immagine dell'io e non sarete disposti a lavorarci sopra, i vostri figli, in misura varia ma comunque presente in tutti, non potranno avere altro credo se non l'unico che saprete trasmettergli: la paura!
La paura della critica non partorisce, comunque, solo i rassegnati ed i timidi, ma anche quelle persone che sembrano assolutamente disinvolte e vivono aggredendo gli altri, prendendo a calci tutto e tutti, passando allegramente sul cadavere di chiunque pur di ottenere uno scopo. Normalmente passano per "persone di successo", perché sono brillanti, apparentemente sicure di sé, spesso hanno un po' di denaro ed un'illusione di potere… anche se, il più delle volte, questo è limitato al condominio in cui abitano o al luogo in cui lavorano e a quei quattro gatti che frequentano… . Ma se ci si prende la briga di andare a scrostare un po' di quella vernice che li riveste, si scoprono degli individui pieni di paure, ripiegati su se stessi, dei bambini terrorizzati che avrebbero solo bisogno di aiuto, carezze e di amore, ma non osano né hanno mai osato chiederli.
Ed è sempre la paura della critica che produce una categoria di individui che faccio fatica a sopportare, non ostante ce la metta tutta in nome di quell'Amore Universale in cui credo: i falsi umili. Queste sono persone ( e ce ne sono a centinaia…) che hanno trovato il sistema per vivere dell'energia altrui e per estorcere quei consensi ai quali ritengono di avere diritto. Allora, invece di farsi avanti nella vita, nel lavoro, nella società, con i loro mezzi, reclamando a gran voce il posto che pensano di meritare, aspettano buoni, buoni in un angolino che qualcuno si accorga del loro valore e dei loro pregi e li ricopra di onori, di elogi e di applausi. Poiché ciò non avviene mai ed è appena normale che sia così, ecco trovato il trucco: se ne vanno in giro con aria dimessa, sguardo da cane bastonato, tono di voce da malato terminale, ad emanare proclami sulla loro indiscutibile inettitudine, sul loro non essere degni di alcunchè, raccontando a tutti le montagne di sacrifici e di rinunce che hanno sempre dovuto affrontare, le loro numerose disgrazie, gli sgarbi intollerabili sotto i quali il mondo crudele li seppellisce quotidianamente, i duemilacinquecento problemi di salute che li affliggono, ecc… . Se poco, poco commettete l'errore di cadere nella trappola e dite loro che le cose non stanno come le descrivono, ma che sono persone degnissime e capaci di tanto, il gioco è fatto: non ve li togliete più di torno! Ci metterete cinque secondi a convincerli, per il semplicissimo motivo che non c'è bisogno di convincere nessuno: loro lo sanno già che le cose stanno così, sono solo alla ricerca di un pubblico riconoscimento dei loro grandi meriti; ma voi vi sarete accollati un vampiro energetico che non vi darà più tregua. La prossima volta che li incontrerete, o - meglio - che vi cercheranno, ricominceranno da capo, come se niente fosse, a raccontarvi la rava e la fava della loro nullità, dell'inutilità della loro vita ed avranno fatto scorta di nuove disgrazie e di nuovi, complicatissimi problemi. Ma provate un po' a proporre loro la soluzione per risolverne uno, una soluzione che, magari, li costringa a farsi avanti, a chiedere qualcosa a qualcuno, a proporsi autonomamente per una qualsiasi incombenza: vi guarderanno come se foste dei poveri cretini che non hanno capito nulla o come dei biechi torturatori di indifese creature. Comunque, questo è il modo migliore per passare dalla parte dei cattivi e toglierseli dai piedi! Infatti, tra tutte le categorie partorite dalla paura della critica, questi non sono solo dannosi per se stessi, ma anche, se non soprattutto, per gli altri: personalmente preferisco avere a che fare con un serpente a sonagli che si presenti per quello che è, piuttosto che con questi conigli aggressivi che quando cerchi di accarezzarli ti portano via qualche falange! […]
La fame dunque, o almeno quello stimolo che qui da noi ed in tutti i paesi industrializzati ci ostiniamo a chiamare con tale nome, nasce in testa, non nello stomaco e la sua soddisfazione si fonda su infiniti pregiudizi. Inoltre, quello con il cibo è uno dei rapporti più disturbati e meno naturali che abbiamo. Un esempio di ciò è rappresentato dal fatto che mentre nel mondo ci sono alcuni milioni di individui che sono denutriti, che soffrono davvero per fame autentica, noi, fieri uomini tecnologici, quando non abbiamo appetito ci preoccupiamo e prendiamo dei farmaci per farcelo venire! …C'è bisogno di commenti…? […]
Cambiando il colore dei nostri pensieri, possiamo cambiare il colore della nostra vita: vi sembra poco?
Solo che dobbiamo imparare a pensare, cosa cui non siamo assolutamente abituati! E che questa affermazione non vi suoni come un insulto per il semplice fatto che è una verità scomoda!
Noi non pensiamo: veniamo costantemente pensati da qualcun altro! Guardatevi intorno e ditemi sinceramente quanto di ciò che vi circonda è stato veramente voluto da voi: ben poco, per non dire, in alcuni casi, un bel niente! Certamente è una condizione all'apparenza molto comoda, perché ci consente di vivere senza grosse responsabilità. Ma farci pensare da qualcun altro significa anche farci vivere da qualcun altro e state pur tranquilli che, oltre i nostri parenti, amici e conoscenti cui la cosa può fare comodo per motivi contingenti, ci sono dei gruppi di potere, nel mondo, che in questa nostra condizione ci sguazzano, traendone il massimo giovamento.
Più le nostre menti e le nostre coscienze sono addormentate, più è facile convincerci ad acquistare tonnellate di mercanzie e di servizi inutili travestiti da bisogni primari irrinunciabili, più e facile avvelenarci con vagoni di farmaci dai mille effetti collaterali indesiderati o mutilarci con interventi chirurgici per nulla necessari, più è facile far partire i nostri figli per una guerra raccontandoci la storiella che andranno ad ammazzare o ad essere ammazzati per difendere i diritti umani di un popolo, come se il primo diritto umano non fosse quello alla vita, più è facile farci credere che siamo polvere e polvere ritorneremo, dunque, giù la testa, prega, espia e firma per l'otto per mille alla Chiesa!
Incominciando, invece, a lavorare seriamente su noi stessi per andare a riscoprire, là nel profondo dove l'abbiamo relegata, la nostra vera natura di uomini liberi che possono tutto ciò che onestamente vogliono, saremo in grado di riappropriarci della nostra vita e potremo offrire finalmente ai nostri figli un modello pulito, positivo, permettendogli di diventare, a loro volta, degli adulti liberi, ben consapevoli di potere tutto ciò che onestamente vorranno. […]
Compassione è un altro di quei termini il cui autentico significato è stato stravolto da un uso sbagliato. Spesso diciamo a qualcuno o di qualcuno "mi fai/fa compassione" volendo con ciò esprimere tutto il nostro condiscendente disprezzo: "Ti sei comportato male, ma io non sono un cattivone che ti odia: mi fai solo compassione perché sei un povero cretino!". Solo che, andando a consultare il solito dizionario della lingua italiana, in questo caso il celebre Gabrielli, scopriamo che, sorpresa, sorpresa, compassione e disprezzo vanno d'accordo come scienza ufficiale e Illuminazione, poiché, infatti, Compassione significa: "Sentimento di partecipazione alle sofferenze altrui, unito al desiderio di alleviarle e di porre loro fine." La Compassione è la prima virtù del Buddha, l'Atto d'Amore Supremo con il quale Egli, giunto alle soglie del Nirvana, si volta, vede l'Umanità sofferente e decide che non vi entrerà fino a quando non vi sarà entrato l'ultimo degli uomini. La Compassione è quella del Cristo che accetta il sacrificio della Croce per prendere su di Sé le sofferenze dell'intero genere umano. […]
Il nome che darete a vostro figlio è una forma-pensiero che sarà in grado di influenzare la sua personalità ed anche il suo destino: questi due dati ci arrivano dalla Psicologia, dall'Esoterismo e dalla Numerologia.
Infatti, i soliti americani, che non si fanno mai mancare nulla in fatto di ricerche, hanno scoperto come il nome che portiamo sia in grado di influenzare il nostro rapporto sia con noi stessi, sia con gli altri. Ciò è dovuto certamente a cause personali, contro cui, evidentemente, non possiamo fare nulla, ma anche alla qualità del suono del nostro nome. Sappiamo tutti che ci sono persone che ci stanno antipatiche da subito solo perché si chiamano come quella compagna di scuola che ci faceva sempre i dispetti o come quel parente che proprio non sopportavamo, ma accade anche che ci sentiamo meno ben disposti verso chi ha un nome che ci suona male all'orecchio: ci sono fior di studi in proposito! Chi porta un nome che non gli piace, che magari gli ha causato dei problemi a scuola e con i compagni di giochi, pur dovendolo sopportare per forza, avrà un piccolo motivo di rancore in più (e conseguenti sensi di colpa!) nei confronti dei genitori che glielo hanno imposto; il tutto a livello inconscio, certo, ma sappiamo bene quanto pesi l'inconscio sui nostri comportamenti! […]
La stessa cosa dicasi per nome e cognome; tutt'al più, se una ragazza sta per sposarsi, potrà chiedere all'esperto di Numerologia l'analisi comparata del suo cognome e del cognome del futuro marito: ma poi voglio conoscere quella che, di fronte ad un responso di dissonanza, cambia idea, molla di brutto il promesso sposo che fino a cinque minuti prima amava tanto e si mette alla ricerca di un fidanzato con un cognome OK!
[…] il nome che regalerete ai vostri figli è una vera e propria formula magica, che deve essere loro di aiuto e protezione e che, soprattutto, non deve, per nessun motivo, metterli in imbarazzo, riempirli di complessi od obbligarli ad estenuanti spiegazioni circa i disturbi della personalità dei genitori! […]
Sono dell'opinione che sarebbe urgente smetterla di considerare la vita come una gara di bravura e di trasmettere ai bambini questa informazione. Infatti, se ci pensate un momento con sincerità (fatelo… tanto resta tra voi e voi…!) è proprio il sentirsi continuamente in competizione che rovina la vita della maggior parte delle persone. E ci sono anche coloro che, non trovando nemici da combattere o avversari da vincere, riescono, meglio che niente, a mettersi in gara con se stessi.
Quel bisogno di dimostrare sempre qualcosa a qualcuno arriva da lontano, ha le sue radici nell'educazione terroristica che i nostri genitori (pur in perfetta buona fede!) ci hanno somministrato a piccole ma costanti dosi: quella stessa educazione alla paura che noi, con altrettanta buona fede, riproponiamo pari, pari ai nostri figli.
E se invece di accanirci per rendere loro la vita difficile, almeno tanto quanto lo è la nostra, ci dedicassimo ad andare a riscoprire quel bambino che abita dentro ognuno di noi e che spesso piange sconsolato e soprattutto inascoltato? […]
Tutti noi che abbiamo scelto di nascere in questi straordinari tempi di transizione tra il regno della Materia e quello dello Spirito siamo dei potenziali Guerrieri della Luce. "Potenziali" significa che abbiamo i numeri per esserlo: tutti, senza distinzioni. E la scelta è solo nostra. Possiamo riconoscere ed accettare questa condizione, impegnandoci per lavorare, oppure continuare a pensare che, no, non è per noi, perché siamo nati sfigati, perché abbiamo da badare a schiere di parenti, amici, conoscenti bisognosi del nostro sacrificio, perché non valiamo nulla, perché la vicina di casa ci ha fatto una fattura, ecc…: tutte scuse da scansafatiche!
Siamo ritornati a fare l'esperienza della materia per regalarci la possibilità di compiere un altro pezzetto di Strada. I nostri figli ci hanno scelto, a loro volta, come canali per compiere il loro pezzetto di Strada. E tutti, noi e loro, abbiamo deciso di rinascere in questi tempi densi di straordinarie opportunità: non lasciamocele sfuggire e non impediamo loro di sfruttarle al massimo!
Facciamo tutto ciò che possiamo (e possiamo ciò che vogliamo con Amore!) per diventare consapevoli che tutte le Energia della Creazione sono a nostra completa disposizione, che il Dio che ci abita è sempre più vicino e che siamo solo noi e nessun altro, i responsabili della nostra vita.
Con il colore dei pensieri che abitualmente abbiamo, ne possiamo determinare la qualità: a voi la scelta! L'Età dell'Acquario vi apre la strada, ma siete voi e voi soltanto che potete decidere se percorrerla.
Lascio la conclusione di queste pagine alla Voce del Cuore di Benedetto Lavagna, con l'augurio (e la certezza!) che ci sarà qualcuno pronto a coglierne il profondo significato e a trasformarlo in Vita:
"L'Universo Interiore è pieno di voci, voci che parlano da sempre, voci che non hanno ieri, oggi, domani, ma che sono sempre presenti, senza principio e senza fine e tutti gli argomenti che l'uomo conosce e che non conosce ancora sono contenuti in queste voci."
La straordinaria Opportunità di coglierle e di usarle per vivere al meglio qui e ora è a vostra esclusiva disposizione!
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