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Questo è un libro che parla di Reiki e certamente qualcuno penserà che non se ne sentiva affatto la mancanza: sono talmente tante le pubblicazioni sull'argomento… si può dire che, soprattutto ultimamente, quasi ogni master abbia scritto il suo.
Ma è proprio questo il motivo per cui ho deciso di scrivere il mio: ho letto ed ascoltato talmente tante sciocchezze su Reiki…! Non parlo delle piccole differenze che contraddistinguono l'insegnamento dei vari master: ognuno trasmette - ed è sacrosanto che sia così! - la propria sensibilità… ed a questo mondo ce ne sono circa sei miliardi, tante quanti gli abitanti del pianeta!
Le differenze che mi hanno indotta a scrivere quello che può sembrare l'ennesimo libro su Reiki riguardano quegli stravolgimenti che sempre di più lo inquinano a puro scopo commerciale. [...]
Reiki è Amore Universale, è Intelligenza Pura, è Equilibrio, è l'Armonia della Creazione che vive in ogni manifestazione della materia; nessun master degno di tale nome lo vende: insegna la tecnica che lo rende disponibile a chiunque, facendosi equamente pagare il tempo impiegato e la competenza, così come ogni altro professionista esperto in qualsiasi materia, ma, per esempio, dopo non tiene gli allievi in una costante condizione di dipendenza, come purtroppo spesso avviene, né li costringe prima a sottoporsi a cicli di trattamenti (naturalmente a pagamento!) "perché non sei pronto a seguire il seminario se non armonizzi le tue energie…" e meno che mai ne stravolge l'insegnamento per scopi strettamente personali ed altamente sospetti.[...]
Si suppone che chi decide di diventare master Reiki lo faccia per spirito di servizio e che, soprattutto, abbia compreso cosa significhi Amore Universale: ma mi accorgo sempre di più che ciò non è affatto automatico.
Chiariamo però anche, una vota per tutte, cosa vuole dire 'spirito di servizio', poiché infatti c'è qualche novello messia che se ne va giocondamente in giro a scagliare anatemi su coloro che si sono permessi di scegliere come lavoro la diffusione delle tematiche dell'Età dell'Acquario. Di norma, questi arruffapopoli della spiritualità non hanno problemi di pagnotta: se sono uomini, svolgono anche un altro lavoro o hanno alle spalle solide posizioni patrimoniali; se sono donne, alle spalle hanno un marito o chi per lui che porta loro una nutrita busta paga ad ogni fine mese. [...]
Chi sceglie un'attività che ha come scopo la 'cura' del prossimo e la sceglie a tempo pieno per dedicarle tutte le proprie energie, se non ha altri mezzi di sussistenza chiede qualcosa in cambio: e da quando i Fenici lo hanno inventato, il denaro è diventato il modo più pratico per provvedere alla bisogna. Ogni attività analoga che, invece, non viene retribuita, rientra nell'ambito del volontariato, cui ciascuno può decidere di dedicare parte del proprio tempo… o anche tutto, ma deve poterselo permettere! D'altra parte l'affermazione: "Ti guadagnerai il pane col sudore della tua fronte!" proviene, se non erro, da Fonte più che autorevole…!
L'importante è stabilire la differenza tra guadagno e lucro e soprattutto dare in proporzione a quanto si riceve: se tu mi paghi per un servizio, questo deve essere perfetto e se non lo è, si tratta di truffa!
Il master Reiki dovrebbe insegnare ciò che ha appreso in anni di frequenza con altri master, certo, ma più di ogni altra cosa avrebbe il dovere morale di trasmettere non solo a parole, ma con l'esempio, uno stile di Vita in linea con i principi dettati da Mikao Usui:
PER OGGI NON TI ARRABBIARE
PER OGGI NON TI PREOCCUPARE
ONORA I GENITORI, I MAESTRI E GLI ANZIANI
GUADAGNA DA VIVERE ONESTAMENTE
MOSTRA GRATITUDINE A TUTTI GLI ESSERI VIVENTI.
Reiki è una tecnica di autoguarigione e guarigione che usa come mezzo le mani di chi è stato attivato ad applicarla. La definizione ufficiale parla di ‘imposizione delle mani’ ed è certamente corretta, ma poichè questo modo di dire viene spesso associato dai media a pratiche oscure e/o criminali, vi sconsiglio di usarla, a meno che non siate ben certi del grado di apertura mentale della persona con cui state parlando: 'imporre le mani' vuole semplicemente significare 'metterle sopra', non obbligare qualcuno a tenersele, magari con la violenza….!
Sempre secondo la definizione classica, Reiki è “quella Forza che crea e mantiene ogni forma di vita nell’Universo” di cui parlano tutte le Tradizioni di tutte le epoche, pur dandole nomi diversi. Infatti è il Chi dei cinesi, il Ki dei tibetani e dei giapponesi, il Prana degli indù, lo Jesod della Cabala Ebraica, la Forza Guaritrice della Natura di Ippocrate, il Ka degli antichi Egizi, il Fluido Vitale degli Alchimisti, il Telesma della Tradizione Ermetica, lo Spirito Santo di quella cristiana/cattolica.
Già da questi pochi cenni ben si comprende come non ci stiamo accostando ad una ‘novità’, ma stiamo andando a ripescare nella nostra memoria sottile qualcosa che già fa parte di noi e di cui ci siamo semplicemente dimenticati. [...]
Il termine è giapponese e si compone di due sillabe: REI, che descrive l’aspetto universale, illimitato dell’Energia, ossia quel ‘Campo di Intelligenza Pura’ di cui parla la Fisica quantistica e KI, che rappresenta la manifestazione di tale Energia in tutto ciò che vive. [...] Reiki è Intelligenza Pura e Infinito Amore, è l’Energia della Creazione che è a disposizione di chiunque, con sincerità e vera umiltà, voglia conoscerla ed imparare ad usarla per migliorare se stesso e portare aiuto agli altri: concretamente e non solo a parole! [...] Infatti il percorso Reiki non deve far pensare ad un progressivo disinteresse per tutto ciò che è materiale. La materia è il mezzo che abbiamo a disposizione per vivere la nostra attuale esperienza qui e ora: combatterla o fuggirne il contatto come se fosse un immondo nemico, rifugiandoci in una malintesa spiritualità staccata da ogni concretezza, non è un atteggiamento equilibrato. [...] Reiki non è una bacchetta magica, ma uno strumento che ci viene dato e come tutti gli strumenti ha bisogno di noi per svolgere il suo compito al meglio. Usiamolo! Non lasciamolo ammuffire in un angolo della nostra mente. Più lo useremo, più vedremo i benefici farsi evidenti ed immediati.
Esiste un codice deontologico che dovrebbe essere Legge per tutti i master. Ma ovviamente, come accade per l’ordine dei medici, degli avvocati, degli architetti, ecc…, non tutti i maestri di Reiki si attengono a questo tipo di etica! Essere maestri di Reiki (o medici, avvocati, architetti, ecc…) non rende automaticamente migliori e non esistono ancora supermercati della spiritualità dove chi ne è sprovvisto possa acquistare l’Amore Universale a pacchetti: come non è sufficiente una laurea per fare un buon medico, così non basta un diploma di abilitazione all’insegnamento di Reiki per fare un buon maestro. [...] solo chi ha ricevuto il 3° livello PIU' l'abilitazione può definirsi Reiki Master & Teacher, dedicarsi all'insegnamento ed attivare altre persone: il 3° livello, da solo, non basta.
Nell'ambito del discorso sull'etica, desidero toccare un argomento che sta diventando di tragica attualità: i plagiatori.
E' un fenomeno che si sta dilatando a dismisura, pur essendo sempre esistito e che certamente non riguarda solo il mondo Reiki, ma ne voglio parlare nell'ambito di questo libro perché purtroppo sono sempre di più gli individui che, per ottenere i loro turpi scopi, si nascondono anche dietro il nome di Mikao Usui. [...]
C'è una regola generale che vale in assoluto per difendersi da ogni manifestazione criminale di questo genere: ciò che ha davvero a che fare con la Luce è Luce e non è oscurato dalla più piccola ombra, dal più piccolo segreto, non ha 'capi' e non si propone di spezzare con la violenza o con le minacce le eventuali resistenze. Laddove vi si chiede 'obbedienza', ve la si impone pena qualche castigo, non c'è Luce, ma solo un abisso di tenebre dal quale è quasi impossibile risalire.
Fino a qualche anno fa, non sarebbe stato necessario inserire un capitolo interamente dedicato al master in un libro su Reiki. Ma poiché stanno avvenendo cose quanto meno curiose, si rende necessario fare un po' della solita chiarezza… anche per rinfrescare la memoria di quei sempre più numerosi master che hanno scordato o fatto finta di scordare gli insegnamenti di Mikao Usui…! [...]
Il master Reiki è una persona normalissima che ha compiuto un percorso di Conoscenza ma che, non ostante ciò, non è arrivata a nessun capolinea: la sua prima consapevolezza è quella di essere ancora e sempre in Cammino.
Non è un guru, non è una creatura speciale, non è un santone o il depositario di qualche Verità assoluta e nemmeno un unto dal Signore o un eletto: è un comunissimo essere umano che in anni di studio e di tirocinio ha acquisito un pezzetto di Conoscenza e lo trasmette agli altri.
Qualsiasi atteggiamento che puzzi di superiorità deve dirla lunga sulla sua autenticità: significa solo che ci si trova davanti ad un individuo che non ha risolto i propri problemi personali ma pretende di impicciarsi di quelli degli altri!
La Vita mi ha insegnato che i veri maestri sono quelli che non lo sembrano nemmeno un po': non si appendono al collo insegne al neon, non si fanno pubblicità millantando doti strabilianti, non sono ammalati di presenzialismo o protagonismo, non muoiono dalla voglia di dimostrare qualcosa a qualcuno e, soprattutto, non mettono nessuno a disagio. La semplicità e l'umiltà (quella vera: non la sindrome dello zerbino!) sono il loro biglietto da visita. [...]
Nessun master Reiki degno di esserlo imporrà atteggiamenti rivolti unicamente ad una malintesa spiritualità a 360°, insegnando ai propri allievi a disprezzare tutto ciò che è materiale, istigandoli ad adottare stili di vita che mettano in pericolo la loro salute psico-fisica, spingendoli ad allontanarsi dalla quotidianità, dalla famiglia, dagli affetti. Ne esistono, purtroppo e sono altamente perniciosi.
In un libro il cui scopo dichiarato è quello di fare un po' di chiarezza, non può mancare un capitolo dedicato a quella che va comunemente sotto il nome di 'New Age'.
Ben pochi sanno con esattezza quale sia il significato profondo di questa definizione e non solo tra gli inesperti, ma anche - cosa ben più curiosa! - tra quelli che si sono autonominati (soprattutto di recente…!) addetti ai lavori! [...]
La rivoluzione dell'Età dell'Acquario non ha mai avuto né mai avrà bisogno di grandi gesti, ma è certamente una delle più radicali e sconvolgenti di tutto il Cammino del genere umano. Per trovare qualcosa di analogo, dobbiamo risalire a 2.000 anni fa, quando sulla faccia della terra è arrivato un Uomo che, in un mondo dove imperavano la sete di potere, lo schiavismo, le guerre di conquista e dove la vita umana non aveva nessun valore, ha detto: "Ama i tuoi nemici, ama il prossimo tuo come te stesso!", preparando, in tal modo, le coscienze ad un nuovo e più luminoso modo di Sentire.
I Maestri di Luce hanno anticipato l'avvento dell'Età dell'Acquario fin dai primi anni '30.
Nelle loro comunicazioni ad Alice A. Bailey e ad Helena P. Blavatsky, si può trovare la fotografia di tutto ciò che sta avvenendo oggi, come pure degli avvenimenti che hanno sconvolto il pianeta durante il XX secolo.
Perché nessuno pensi a strane comunicazioni da qualche improbabile extraterrestre, vale la pena di chiarire chi siano i Maestri di Luce. [...]
Nei loro messaggi ad Alice A. Bailey e ad Helena P. Blavatsky, in sintesi i Maestri di Luce, ed in particolare il Maestro Djwal Kul, conosciuto in occidente come 'Il Tibetano', dicono che nel passaggio dal secondo al terzo millennio la Terra sarà investita da Energie Spirituali di potenza assolutamente nuova e di un'intensità fino ad allora sconosciuta ai più e che questo produrrà una sorta di Pulizia Cosmica: chi sarà in grado di accettarle, accoglierle ed usarle, potrà proseguire la Corsa, chi si ostinerà a vivere da cieco e sordo rifiutando il cambiamento, si autoeliminerà secondo un criterio di selezione naturale. [...]
Un altro importante aspetto da considerare è quello dei fanatismi: sull'onda della New Age si sono viste persone diventare di colpo vegetariane/vegane in modo ottuso, snobbare completamente tutte le manifestazioni materiali dell'esistenza, travestirsi da santoni indiani, adottare un certo stile di vita per moda e non per scelta consapevole ed iniziare crociate contro chi non la pensa come loro. Sul fronte delle speculazioni, abbiamo assistito ed ancora purtroppo assistiamo alla kermesse di individui che se ne vanno in giro per Tv e congressi ad esibire 'otto anni di digiuno, nutrendosi esclusivamente di Luce" oppure stimmate ed altri segni messianici assortiti o contatti con extraterrestri che invierebbero loro messaggi (ovviamente sempre catastrofici!) sul destino dell'umanità: tutto questo e molto altro ancora, naturalmente, facendosi pagare profumatamente le apparizioni in pubblico, ma, cosa ben più grave, convincendo gruppi di persone ad imitarli, come tanti piccoli chela al seguito di falsi e pericolosi guru. Ricordiamo che Qualcuno ha detto: "Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecora, ma dentro sono lupi rapaci." (Matteo, 7, 15).
Aderire, oggi, alla nuova Spiritualità dell'Età dell'Acquario significa l'esatto contrario di questo tipo di manifestazioni isteriche o commerciali: per andare alla ricerca del Dio che è dentro di noi, occorre stare con i piedi ben piantati per terra ed usare la materia come indispensabile veicolo, attingendo a piene mani ai preziosi strumenti che la nuova era ci mette a disposizione per portare Equilibrio nella nostra energia e Reiki è uno di questi. E' proprio quella dell'Equilibrio, infatti, la Legge fondamentale dell'Armonia della Creazione.
Quello dei corpi sottili è un altro degli argomenti arrivati a conoscenza del grande pubblico per merito della New Age, anche se con le inevitabili distorsioni a scopo commerciale. Ma come recita il principio fondamentale della pubblicità: "Se ne parli bene, se ne parli male, l'importante è che se ne parli!".
In questo caso, l'importante è che si cominci a diffondere capillarmente l'idea che non siamo delle macchine composte da solidi pezzi staccati, assemblati a casaccio da un meccanico che, una bella sera, aveva alzato un po' il gomito…! [...]
Ci sono persone che hanno la reale possibilità di compiere viaggi astrali coscienti: ma non lo vanno a sbandierare ai quattro venti e non ne fanno oggetto di commercio! Dunque diffidate di quelli che se ne vantano e magari vi propongono un costosissimo seminario di due/tre giorni per insegnarvi la tecnica. Non si impara ad uscire dal corpo fisico in un week-end, mi pare evidente! E' un lavoro che dura anni e presuppone la completa padronanza del copro astrale, la capacità di totale dominio del corpo fisico ed una Consapevolezza che certamente non si raggiunge in qualche ora! [...]
Per terminare il discorso sui corpi sottili, occorre ancora dire una cosa: sono uno straordinario biglietto da visita della nostra vera identità! Possiamo mettere maschere su maschere al corpo fisico, travestirlo in tutti i modi possibili, cercare di presentarci ostinatamente per quello che non siamo, ma non abbiamo nessuna possibilità di criptare l'energia dei corpi sottili!
Domandiamoci come mai i bambini molto piccoli e gli animali manifestano spessissimo grandi simpatie e feroci antipatie apparentemente immotivate…! Loro 'vedono' tutti esattamente per ciò che sono e si regolano di conseguenza, con quella benedetta istintività che la maggior parte degli adulti ha perso (o crede di aver perso…anche se, in realtà, non è vero!).
Chi può vedere i corpi sottili (e non occorre essere nè dei maghi, né dei prescelti per riuscirci!) sa sempre molto bene chi ha davanti e non si permetterà mai di giudicare: anzi…forse proprio perché ha smesso di giudicare può vedere. Ancora una volta: chi ha orecchi per intendere…!
Nemmeno il Cristo ha mai preteso di aver guarito nessuno, ma ha sempre affermato: "La tua fede ti ha salvato!".
Da ciò si deduce facilmente che tutti coloro che sempre più numerosi si spacciano per guaritori, taumaturghi, paragnosti, sono semplicemente dei ciarlatani, soprattutto se vanno a sbandierare queste loro presunte doti in TV. [...]
Infatti, guarisce chi deve, chi può, chi vuole.
Il 'chi deve' ed il 'chi può' sono legati a fattori karmici, il 'chi vuole' è tutta farina del nostro sacco. [...]
Appena qualche decennio fa, erano pochissime le patologie di cui la medicina ufficiale riconosceva l'origine psicosomatica: in testa c'era l'ulcera gastrica, seguita da pochi altri disturbi che comunque riguardavano l'apparato digerente o il sonno.
Oggi la lista si è sensibilmente allungata e tutto fa sperare che il fenomeno non si fermi qui [...]
Tutto questo assomiglia molto alla scoperta dell'acqua calda, perché in realtà i Maestri Zen affermano da millenni che la malattia è un pensiero, intendendo con ciò che qualsiasi manifestazione patologica del corpo fisico ha la sua origine nell'errata elaborazione di un avvenimento, di un pensiero o di un'emozione da parte della mente e si nutre di pensieri negativi, di assenza di autostima, di immotivati sensi di colpa, di rabbia, di rancore, di invidia, di paura.
La guarigione vera, insomma, avviene solo quando arriviamo a realizzare che quel disturbo o quella malattia ce li siamo creati noi e certamente il grande vantaggio di associare terapie farmacologiche a trattamenti Reiki è quello di riportare corpo, mente, emozioni e spirito in una condizione di equilibrio tale da permetterci di comprendere dove stia veramente l'errore e correggerlo all'origine.
Dunque, non continuiamo a confondere la guarigione con l'eliminazione di un sintomo e soprattutto smettiamola con la mania di stroncare i sintomi - che non sono malattie! - non appena si presentano.
Il 1° livello Reiki è accessibile a chiunque senza limitazione alcuna e non richiede nessuna preparazione specifica: può essere il primo passo di un Percorso oppure restare un episodio unico e nessuno è autorizzato ad insistere per un proseguimento, che deve essere una scelta personale non pilotata.
Nel corso del seminario, l'allievo viene attivato al flusso dell'Energia Vitale Universale, ne diviene consapevole canale di passaggio.
Il segreto, quello che fa la differenza, sta nella parola 'consapevole'.
Come il 1° livello si occupa prevalentemente del corpo fisico, il 2° ha come soggetto il piano mentale.
-“Ma come…? – obbietterà qualcuno – non abbiamo imparato, nel seminario di 1° livello, che Reiki, come tutte le tecniche di derivazione orientale, non distingue tra fisico, mentale, emozionale e spirituale…?” Non si tratta di una divisione, ma di un passo successivo, che compie solo chi sente dentro di sé l’esigenza di prendersi cura di se stesso in modo più profondo. Certamente il trattamento di 1° livello non lascia indietro le altre componenti: riequilibrare l’energia nel corpo fisico equivale a mettere in moto quel meccanismo che si chiama ‘guarigione’ e che interessa la totalità dell’individuo, senza contare che, come dicevano gli antichi, "mens sana in corpore sano".
Il 3° livello è un passo decisamente impegnativo e basterà leggere le pagine successive per rendersene conto. Nessun master (serio) lo darà con superficialità, ossia al solo scopo di intascare il denaro del seminario… anche se purtroppo questa è una situazione che si sta verificando sempre più spesso. [...]
che nessuno commetta l'errore di accedere al 3° livello in maniera superficiale, perché fa tanto 'buono&santo', per sentirsi superiore a quelli che hanno solo il 1° o il 2°, perché ritiene, erroneamente, di avere, in tal modo, 'più Reiki'.
Infine, un ultimo consiglio: lavorate con il vostro 2° livello e lasciate perdere il 3°! Se però proprio non ne potete fare a meno, ricordate questa semplicissima ma fondamentale regola: LE PAROLE ED I PENSIERI SONO ENERGIA.
Partecipare ad un seminario di 1°, 2°, 3° livello di Reiki od esserne maestri NON ci rende automaticamente migliori: ciò che conta, è sempre e solo il lavoro che con pazienza e vera umiltà decidiamo di fare su noi stessi, rendendoci sinceramente disponibili al flusso dell’Energia Vitale Universale. [...]
Il master è sempre a disposizione (o, almeno: dovrebbe esserlo!) per qualsiasi chiarimento: prima, durante e DOPO il seminario.
Ma attenzione a non diventare master-dipendenti! Se vi viene un dubbio, prima cercate di scioglierlo usando la vostra sensibilità (siete tutti assolutamente in grado di farlo!) e solo se non ci riuscite ricorrete ai consigli di chi vi ha attivati. Insomma: non scambiate il master per una chioccia, perché lo scopo di Reiki è proprio quello di insegnarvi a camminare con le vostre gambe e non di sostituire un condizionamento con un altro!
E' piuttosto strano trovare il simbolo ® associato alla parola Reiki, ma naturalmente un motivo c'è: Karuna Reiki® è un marchio registrato da "The International Center for Reiki Training" con sede a Southfield, nel Michigan, associazione che fa capo a William Lee Rand [...]
Va subito precisato che non si tratta di una specie di alternativa a Reiki Usui Shiki Ryoho, ma è un proseguimento del Percorso, infatti può accedere a Karuna Reiki® solo ed esclusivamente chi ha già compiuto almeno un pezzetto di Cammino sul sentiero tracciato da Mikao Usui [...]
"Karuna" è un termine sanscrito, Nel "Dizionario buddhista" di Christmas Humphreys viene tradotto con 'Compassione attiva', ma se più vi piace potete anche definirlo come 'Azione Compassionevole'
Tutto sta ad intenderci sul vero significato della parola 'Compassione'.
Avvicinatevi a Reiki ed iniziate il Percorso solo se siete ben sicuri di voler 'Guarire' davvero e se ve la sentite di assumervi la piena responsabilità della vostra Guarigione. Se invece siete alla ricerca di una stampella, di una chioccia, di qualche facile gratificazione o di qualcuno/qualcosa che faccia il lavoro al posto vostro, lasciate perdere, perché andreste incontro a feroci delusioni ed entrereste a far parte di quella schiera di persone che, dopo aver partecipato con questo spirito ad un seminario, vanno dicendo in giro che Reiki non serve a niente.
Credo in Reiki e nella sua straordinaria utilità qui e ora, ecco perchè sono sempre molto chiara nel presentare il seminario: Reiki è uno strumento pratico quotidiano e non fa miracoli… se non quelli che noi stessi siamo disposti a fare in prima persona!
Non c'è proprio bisogno di fanatici nel mondo Reiki: ce ne sono già abbastanza, grazie e rendono a Reiki un pessimo servizio! [...]
Lasciamo l'oriente dov'è e non cerchiamo di trapiantarlo qui a tutti i costi, convinti che solo ciò che puzza di misticismo indo/tibetano sia giusto, santo e degno di essere seguito e diffuso. Ci sono tecniche, regimi alimentari e stili di vita che per gli orientali sono normalissimi, ma per noi molto meno. Come al solito, cerchiamo di evitare i giudizi: non tutto ciò che è orientale è buono e non tutto ciò che è occidentale è cattivo.
Il luogo di nascita non è casuale: se noi siamo nati in occidente c'è un motivo. Significa che il nostro Compito è qui e non sulle rive del Gange o sulle alture tibetane. [...]
In questi ultimi tempi, stanno arrivando notizie circa il 'modo diverso' con cui Reiki viene insegnato in oriente: va bene, lo so anch'io e allora? Gli orientali non hanno la nostra mentalità logica/razionale e non hanno nemmeno dei pieriangela che rompano loro le scatole. Non hanno bisogno di spiegazioni dettagliate sul funzionamento di una tecnica energetica: la applicano seguendo una tradizione che è già dentro di loro, facendosi guidare dall'istinto e da una sensibilità che hanno sviluppato in millenni di storia. Noi, qui, immersi nei nostri mentalismi, non saremmo psicologicamente in grado di usare un simbolo se non ci fosse qualcuno che ci racconta per filo e per segno a cosa serve… salvo poi telefonare al master il giorno dopo il seminario per domandargli: "Posso usare Choku rei sul computer che si è piantato…?"
Dunque, personalmente continuerò ad insegnare Reiki all'occidentale, ben sapendo che in realtà le spiegazioni sarebbero superflue, che le posizioni potrebbero essere altre e diverse, che le mani andrebbero da sole con naturalezza dove serve senza troppi ma… e troppi se… e mille altri particolari ancora.
Reiki significa, in primo luogo, piedi per terra e adesione alla Realtà: la nostra, non quella di Katmandu o di Sapporo!
Chi non è disponibile ad accettarne questo aspetto, farà davvero meglio a dedicarsi a qualcos'altro, continuando a credere che le soluzioni possano arrivare dall'esterno, dove, invece di risposte utili, troverà una marea di piranha pronti a vendergli tanto bel fumo travestito da felicità. [...]
Coloro che, oggi, hanno una posizione di chiusura totale nei confronti delle tecniche energetiche, le considerano stupidaggini e le trattano con aria di palese disprezzo, hanno lo stesso atteggiamento che ebbero, a suo tempo, coloro che inquisirono Galileo Galilei accusandolo di eresia per aver sostenuto la sua teoria eliocentrica… e come questi rischiano di fare la loro bella figura da peracottari: se ne hanno piacere, si accomodino!
Così come non è equilibrato il bersi passivamente tutto ciò che viene definito 'New Age" e travestirsi da fanatici, non lo è nemmeno arroccarsi su posizioni di becera intransigenza, che non lascia spazio neppure alla possibilità. [...]
C'è chi non crede nelle tecniche energetiche ed ha il pieno diritto di restare nella sua convinzione, ma rispetti anche quelle altrui… e se poi non lo fa, il problema è suo! C'è chi mette nello stesso calderone 'maghi' e tecniche energetiche, sulle quali ha una sommaria ed incompleta informazione e questo è triste, perché così facendo ci sono ben poche speranze di ottenere qualche risultato utile ed i soli che possono ricavare un vantaggio da tale confusione sono proprio quei reali approfittatori della buona fede altrui che, da più parti ed in modi diversi, si cerca di debellare.
Lo scopo delle tecniche energetiche è proprio quello di fare sì che le persone smettano di credere passivamente a chiunque si presenti loro cercando di vendere verità o soluzioni di salvezza preconfezionate (laiche o travestite da religione) ed incomincino a credere in se stesse: non si tratta di sostituire un condizionamento con uno o più altri, ma di liberarsi sempre di più dai medesimi. E se non si comprende che, se onestamente insegnate, possono essere un valido aiuto collaterale e non un nemico da combattere, sinceramente ci sono poche speranze di soluzione!
Infine c'è chi ritiene, con molta presunzione ed arroganza, che l'essere umano non abbia bisogno di credere. …Il mio pensiero va ai graffiti delle caverne preistoriche nei quali si vedono degli omini, rozzamente riprodotti, che adorano, in ginocchio, il disco del sole… o forse qualcuno ritiene che stessero cercando la lente a contatto persa da uno di loro…?
Chiedo umilmente scusa a quelle persone che hanno abusivamente fatto del Wesak una loro esclusiva, ma non potevo terminare un libro di questo genere senza parlarne. D'altra parte, il Wesak non è esclusiva di nessuno: sarebbe come se il parroco si inalberasse come una gentildonna offesa perché un suo fedele si permette di andare in giro a parlare della figura di Cristo…!
Desidero dedicare un capitolo al Wesak proprio perché furono i Maestri di Luce a caldeggiarne la diffusione in occidente e poiché a più riprese nelle pagine precedenti li ho chiamati in causa, voglio mettermi ancora una volta al loro servizio, per propagare una conoscenza dalla quale 'chi ha orecchi per intendere' potrà trarre ulteriori vantaggi.
Non ho mai parlato volentieri nel dettaglio di quella che è stata una delle figure più importanti della mia Vita, ne ho solo fatto due fuggevoli accenni nei miei precedenti libri.
D'altra parte tutti coloro che hanno davvero conosciuto Gustavo Adolfo Rol in modo profondo e ne hanno avuto reali dimostrazioni di affetto e di stima, ne parlano solo se sollecitati, perchè non sentono il bisogno di appiccicare ovunque manifesti: lo lasciano fare a quei molti millantatori che dopo la sua morte si sono improvvisamente ricordati di essere stati suoi amici fraterni o addirittura suoi 'consiglieri spirituali'!
Anch'io avevo deciso di limitarmi ai due accenni di cui sopra, ma poi, come sempre avviene, il mio amico 'Caso' si è fatto di nuovo vivo.[...]
Entrare in contatto con Rol non è mai stato ‘difficile’, ma è sempre dipeso da una sola condizione: la sua volontà. Ci sono persone, a Torino e altrove, che hanno atteso per anni di essergli presentate senza riuscirci, altre che, invece, senza cercare raccomandazioni, gli hanno semplicemente telefonato o scritto e sono state immediatamente ammesse alla sua presenza, senza troppe formalità. Solo nei suoi ultimissimi tempi 'qualcuno' ha approfittato per infilargli in casa anche personaggi ambigui…!
Rol, nella maggior parte dei casi, sapeva già chi c'era all'altro capo del telefono che squillava senza ancora avere alzato il ricevitore e se ne aveva voglia, rispondeva, diversamente, no oppure (se era in vena di burle) si spacciava per il maggiordomo che non aveva affatto; nello stesso modo, non aveva bisogno di leggere tutte le lettere che gli giungevano da ogni capo del mondo: sceglieva nel mucchio, senza nemmeno aprirle, quelle che lui riteneva importanti e dava loro seguito. Questa volontà di rispondere, comunque, o l’importanza data alle lettere non dipendevano da un momentaneo capriccio, bensì dall’intenzione dell’interlocutore e dall’insofferenza di Rol a perdere tempo: si concedeva solo se sapeva di poter essere veramente utile a chi lo cercava.
Non sto raccontando una delle tante leggende nate attorno alla figura di Rol prima e dopo la sua morte, ma semplicemente ciò che è accaduto anche a me.
Per quei pochi che non ne hanno mai sentito parlare, occorre dire chi fosse Gustavo Adolfo Rol.
E' stato definito in moltissimi modi diversi, nessuno dei quali di suo gradimento: non voleva essere chiamato 'sensitivo' e meno che mai 'mago'. D'altra parte, la sua figura sfugge davvero a qualsiasi etichetta o tentativo di classificazione. Solo chi lo ha avvicinato, per breve o lungo tempo, può davvero dire che era un uomo straordinario nel senso stretto di questo termine: 'fuori dall'ordinario' [...]
Questo è tutto ciò che ho voglia di raccontare circa la mia storia con Gustavo Adolfo Rol. Se qualcuno desidera conoscere la sua, può affidarsi tranquillamente ai libri di Renzo Allegri e Remo Lugli. Tutto quanto d'altro è stato scritto su di lui, soprattutto dopo la sua morte è spazzatura, come è spazzatura, anzi, ancora meno, è la pretesa da parte di un paio di famigerate ‘maghe’ torinesi, note per la totale assenza di scrupoli nel rapinare soldi e non solo ai poveretti che si rivolgono loro, di essere state - ognuna per conto suo, è ovvio! - le sue allieve predilette, nonché, naturalmente, confidenti ed amiche carissime: si tratta, in entrambi i casi, di una falsità senza possibilità di retromarcia, lo posso garantire… e non perché me lo immagino, ma perché lo so! A proposito del libro di Renzo Allegri, però, va fatta una precisazione importante: quella cui mi riferisco come fonte assolutamente onesta ed attendibile è la prima edizione, dell'Editore Musumeci del 1993, che è l'unica biografia pubblicata con Rol ancora in vita e da lui autorizzata. In occasione del centenario della nascita di Rol, ossia 10 anni dopo quella prima edizione, il libro è stato ripubblicato da Mondadori ma con alcune aggiunte che in quello originale non c'erano. Suppongo che Renzo Allegri sia in perfetta buona fede, ma ciò non ostante mi corre l'obbligo di precisare che si è lasciato turlupinare da un personaggio ambiguo (ne parlo al maschile anche se si tratta di una donna….ma il maschile è più adeguato…..) cui ha attribuito una frequenza ed un'amicizia con Rol di pura fantasia. [...]
"Se qualcuno ti annuncia 'sono un mago', certamente non lo è, non lo può essere…!" diceva a ragion veduta e rifiutava sistematicamente di farsi studiare come un topo da laboratorio, affermando: "La scienza non può analizzare lo Spirito! Io sono la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto: non è la grondaia che va analizzata, ma l'acqua ed i motivi per cui quella Pioggia si manifesta".
Questa sua celebre affermazione, unitamente al suo modo di fare a volte ruvido (si potrebbe dire 'da torinese') ed ai suoi pochissimi peli sulla lingua, sta alla base delle tante antipatie che si è attirato da parte di coloro che in lui cercavano solo un modo per autogratificarsi o per farsi un po' di pubblicità gratuita. Un giovane Piero Angela uscì una sera del 1978 dalla casa di via Silvio Pellico assolutamente sconvolto da ciò che aveva visto: ma nel libro che scrisse in seguito (una sorta di inchiesta sul mondo del paranormale), disse tutto il male possibile di Rol, concludendo per la ciarlataneria e la truffa, gridando il suo "dalli all'untore!", arrivando a mentire spudoratamente sui presunti trucchi che disse di avere scoperto: sarebbe stato uno smacco insopportabile, per un forsennato avversario di tutto ciò che non è razionalità becera, ammettere che in quel salotto avvenivano cose quanto meno strane ed inspiegabili, senza possibilità di manipolazione. [...]
E’ stato questo lo scopo del suo Lavoro nella vita che ha abbandonato il 22 settembre 1994: dare la possibilità a chi avesse occhi per vedere ed orecchi per intendere di lasciare libera la strada del Cuore alla manifestazione della Potenza Divina che vive in ogni essere umano, allo "Spirito Intelligente che torna e ritorna ad operare a riprova dell'inconsumabilità di Dio". Quelli che i suoi detrattori chiamavano ‘trucchetti da prestigiatore’ non erano giochini eseguiti al solo scopo di divertire un gruppo di invitati, ma esperimenti (lui stesso li definiva così) atti a dimostrare a chiunque che l’impossibile non esiste. [...]
Che piaccia o meno a tutti i pieriangela & Co. di questa terra, Gustavo Adolfo Rol realizzò l’impossibile.
E se le Vie del Signore sono infinite, quanto meno ce ne ha indicata una! [...]
So bene che la maggior parte delle persone che ha appena finito di leggere le righe precedenti, soprattutto quelle che già conoscevano Rol di fama, vorranno sapere se anch'io ho assistito ai suoi 'prodigi': non ho fatto parte della sua 'corte' (a volte anche 'dei miracoli'……quando qualcuno riusciva ad infilargli in casa, soprattutto ultimamente, personaggi sospetti!), ma ho avuto l'onore di un piccolo giochino (era lui stesso a definire così il proprio operato) tutto per me. [...]
Ho detto poco fa di avere incontrato Rol tre volte. Ma in realtà c'è stato un quarto incontro. So bene che anche quanto segue, ancora di più dell'episodio dell'ametista, susciterà in qualcuno del sarcasmo, ma lo voglio raccontare ugualmente, regalandolo a quei pochi o tanti che credono sinceramente ma con equilibrio che esiste un mondo al di là di quello visibile. [...]
Nella mia mente e nel mio Cuore restano e resteranno per sempre, le ultime parole di Gustavo Adolfo Rol: "Fai buon uso di te stessa!". Coincidono con quanto ho letto una volta da qualche parte, in un testo che parlava del Buddha: "Usa ciò che sei!". E' un invito che, da allora, rivolgo a tutti e che è anche il messaggio di Mikao Usui: non andiamo a cercare lontano ciò che è già dentro di noi!
BUON LAVORO E BUONA VITA!
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