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il nuovo libro di LAURA FEZIA
IN
LIBRERIA DA LUGLIO 2009
Laura Fezia: I
CHAKRA - TEORIA E PRATICA
per ritrovare armonia, equilibrio e benessere
175 pagine, euro 13,00
Edizioni L’Età dell’Acquario - Torino
LO TROVATE NELLE MIGLIORI LIBRERIE O POTETE
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tel. 011.517.53.24
INDICE
Introduzione
L’olismo
Un po’ di storia
I cakra
Il 1° cakra: Muladhara
Il 2° cakra: Svadhisthana
Il 3° cakra: Manipura
Il 4° cakra: Anahata
Il 5° cakra: Visuddha
Il 6° cakra: Ajna
Il 7° cakra: Sahasrara
Esercizi per tutti i cakra
I cakra sotto il piede
In viaggio nel futuro prossimo
La merkaba
Il futuro prossimo
Appendice
Altri esercizi per lavorare su chakra
Bibliografia
ANTEPRIMA
I cakra sono
simboli dei livelli di consapevolezza dell’uomo
Carl Gustav Jung
I chakra sono i punti più importanti di quella che - secondo la fisiologia
orientale - è la nostra circolazione energetica. Le pubblicazioni che ne
parlano sono numerose: sembra che il primo trattato risalga addirittura al
periodo fra 300 e il 200 a.C.
Questo libro, che si discosta da tutti gli altri sull’argomento, parla del
passato, del presente e del futuro dei chakra.
Ne ripercorre la storia partendo dai Veda, racconta come la concezione
olistica dell’uomo è giunta e si è faticosamente sviluppata in occidente,
dove incontra ancora innumerevoli resistenze, fa chiarezza su molti errori e
luoghi comuni che la smania del business su tutto ciò che sa di Oriente ha
diffuso, creando inutili fanatismi ma anche pericolose trappole.
I chakra hanno un duplice aspetto: uno strettamente terapeutico, che per una
precisa scelta il libro non affronta; uno psicologico/comportamentale, che è
quello che viene preso in esame, corredato da semplici ma efficaci esercizi
che sono in grado di riequilibrare il sistema energetico dal quale dipende
il nostro benessere e sono adatti sia a chi è alle prime armi, sia a chi già
lavora sui chakra e desidera semplicemente aggiungere qualcosa al proprio
bagaglio di strumenti.
Il futuro dell’umanità, un futuro che sembra essere ormai prossimo, vedrà
una rivoluzione anche nell’assetto della circolazione energetica e dei
chakra, destinati a passare dai 7 attualmente attivi a 12. E questo non è
l’unico cambiamento cui sarebbe opportuno prepararsi: si parla di salto
dimensionale, di Età dell’Oro, di nuove griglie energetiche, di Stelle
tetraedro, di Corpi di Luce, di ascensione...
Il tutto, naturalmente, mantenendo i piedi per terra, ma lasciando una porta
aperta sul meraviglioso.
INTRODUZIONE
Chakra o cakra? In questo libro, escludendo il titolo, troverete sempre la
seconda grafia, ma non si tratta di un errore di stampa e la pronuncia non
cambia: la “c” è dolce.
“Cakra” è la grafia sanscrita, lingua dalla quale il termine proviene ed è
una scelta editoriale nel rispetto di una cultura “altra” che l’Occidente ha
abbondantemente saccheggiato non sempre in sintonia con la sua autentica
natura.
Ormai la parola non è più così misteriosa, così riservata a pochi addetti ai
lavori come avveniva ancora una ventina di anni fa.
Oggi sono in molti a conoscere, almeno per sentito dire, le tecniche
energetiche orientali, ne parlano perfino i settimanali di gossip, a volte,
quando raccontano vita, morte e miracoli di star hollywoodiane, calciatori,
veline o “tronisti” impallinati dell’Oriente.
Nei centri estetici, dove fino a poco tempo fa si offrivano esclusivamente
servizi quali, per esempio, cerette, pulizia viso, massaggi anti-cellulite,
manicure e pedicure, oggi sono spuntate le sedute di rilassamento, i
trattamenti energetici di benessere, i bagni di luce, mentre le palestre
propongono pacchetti dove, accanto alle attività tradizionali, vi sono
offerte di servizi dai nomi orientaleggianti.
In tutti questi casi compare il termine cakra: riattivare i cakra, agire sul
tale cakra, risvegliare i cakra ecc..., perché i cakra sono i punti sui
quali si può operare per riportare equilibrio nel sistema energetico,
condizione che, secondo la tradizione orientale, è fondamentale per il
benessere globale di ogni individuo.
Ma l’Oriente - da sempre - ammonisce: “Se incontri un uomo che ha fame non
regalargli un pesce: insegnagli a pescare!”.
Andare al centro estetico ogni tanto a trascorrere una mezz’ora sotto le
abili mani di un’operatrice del benessere, o in palestra una volta la
settimana a eseguire esercizi di bioenergetica, è piacevole e certamente
utile, ma la filosofia orientale privilegia il “fatelo da voi”, ossia
l’apprendimento di una tecnica da poter utilizzare da soli, senza affidarsi
ad altri, con una costanza e una continuità tali da farne uno stile di vita.
L’offerta di seminari dove apprendere come agire sui cakra è sempre più
vasta e articolata, al punto che diventa necessario chiarire che alcuni di
essi sono pure operazioni commerciali, utili solo a chi le insegna.
Esistono realmente tecniche semplici che si possono imparare in due giorni,
ma ve ne sono altre che rappresentano altrettanti percorsi di crescita
personale il cui sviluppo non può essere limitato a una fine settimana. Tali
sono, per esempio, i seminari di tantrismo, di meditazione trascendentale,
di risveglio della Kundalini, di sciamanismo, di viaggi extracorporei e
molti altri, che costituiscono eccellenti itinerari di evoluzione
spirituale, ma necessitano di anni di frequenza e di pratica per il
raggiungimento di qualche risultato apprezzabile.
Infine, ci sono altri modi per andare a lavorare sui cakra e questo libro si
propone lo scopo di illustrarli in maniera chiara, adatta sia a chi è
all’oscuro dell’argomento, sia a chi già usa una tecnica energetica e
desidera semplicemente aggiungere qualcosa al proprio bagaglio di strumenti.
Conoscere i cakra, le loro localizzazioni, le loro caratteristiche,
significa conoscere meglio, in modo più approfondito, le energie che
scorrono nei nostri corpi (il plurale non è dovuto a un errore di stampa!).
Ma vuole anche dire affacciarci su di un modo diverso da quello cui siamo
abituati, avvicinarci a un’altra concezione dell’essere umano, quella
orientale, ben lontana dalla nostra, pur rispettando la nostra natura di
occidentali e - soprattutto! - conservando i piedi per terra.
Va infatti chiarito fin d’ora che nessuna tecnica energetica, nessun lavoro
sui cakra hanno la facoltà di operare guarigioni miracolose, che nessun
operatore del benessere è un “guaritore” , che nessuna tecnica, lavoro,
esercizio può sostituire eventuali terapie mediche e neppure indurci a
fuggire la realtà per rifugiarci in una spiritualità a 360°, sospetta,
inutile e spesso dannosa.
Conoscere noi stessi, l’energia che ci vitalizza, i centri in cui questa
energia scorre più intensamente, è l’esatto opposto di una fuga dalla
realtà: ci aiuta, invece, a radicarci più saldamente e a vivere con maggior
consapevolezza il presente, qui e ora, o, per dirlo in modo un po’ più da
“addetti ai lavori”, a utilizzare al meglio il nostro attuale veicolo di
manifestazione materiale.
In questo libro troverete un po’ di teoria (quella indispensabile a chiarire
ciò di cui si parla) e tanta pratica, ma che nessuno, dopo averlo letto, mi
telefoni o mi invii una mail per domandarmi come fare, attraverso il lavoro
sui cakra, a “guarire” questa o quella malattia.
Gli esercizi che propongo - di respirazione, fisici e di consapevolezza -
hanno semplicemente lo scopo di aiutare chi vi si vorrà impegnare per
qualche minuto al giorno a rientrare in contatto con la sua vera natura, a
ritrovare dentro di sé quell’armonia che è alla base del “progetto-uomo”, ma
che è stata smarrita strada facendo per rincorrere un modello virtuale che
abbiamo il coraggio di chiamare “progresso”.
Se è vero che lo stress è il disagio tipico dei nostri tempi, se è vero che
difficilmente si incontra qualcuno che non si dichiari stressato (magari
anche con un certo compiacimento...!) significa che qualcosa non funziona
come dovrebbe nel contesto umano occidentale.
Lo stress (termine che deriva dalla fisica e dall’ingegneria, dove significa
“sollecitazione”) può essere buono (eu-stress) o cattivo
(di-stress): il primo rappresenta quella carica che serve a superare le
difficoltà e che una volta esaurito il suo compito sparisce senza lasciare
traccia, mentre il secondo è una reazione abnorme che insorge quando gli
impegni, le preoccupazioni, le condizioni ambientali e/o di vita, la qualità
dei rapporti e molti altri fattori diventano per noi inaccettabili; la mente
produce, allora, una risposta di inconscio rifiuto che il corpo trasforma in
segnali concreti. In questo secondo caso (oggigiorno il più frequente!), lo
stress tende alla cronicizzazione, favorendo la comparsa di numerosi e
diversi disturbi: diminuisce la resistenza fisica e le capacità
intellettuali, causa spesso alterazioni dell'umore, genera ansia,
depressione, problemi sessuali, interferisce con le corrette funzioni
dell'apparato cardiovascolare, abbassa le difese immunitarie, accelera
l'invecchiamento e facilita l'insorgenza di malattie croniche.
Il lavoro sui cakra serve a “frenare” e a rientrare in sintonia con
l’armonia della Natura e dell’Universo; se poi, grazie a un maggior
equilibrio energetico, qualcuno riuscirà a risolvere qualche fastidioso
disturbo, ben venga: come sosteneva Mikao Usui, padre del Reiki, la
guarigione (quella vera, ben diversa dalla cura) non dipende da fattori
esterni, ma dall’impegno personale e dalla gratitudine nei confronti della
Vita.
Non c’è niente di mistico nel lavoro sui cakra, che non ha nulla a che
vedere con pratiche religiose, anche se la Chiesa cattolica si ostina a
sostenere il contrario e bolla di eresia chiunque si dedichi a qualche
tecnica acquariana: se volete, è una sorta di ginnastica, che però
coinvolge tutti gli aspetti: fisico, mentale, emozionale, spirituale , in
sintonia con la visione olistica dell’uomo propria delle filosofie
orientali.
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