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Chiedo umilmente scusa a quelle (per la verità: poche) persone che hanno abusivamente fatto del
Wesak una loro esclusiva, ma un sito che si occupa dichiaratamente di Età dell'Acquario non può tacere, unicamente per non turbare la suscettibilità di qualche ammalato di protagonismo, su di un evento così importante per l'evoluzione spirituale dell'Umanità. D'altra parte, il
Wesak non è esclusiva di nessuno: sarebbe come se il parroco si inalberasse come una gentildonna offesa perché un suo fedele si permette di andare in giro a parlare della figura di Cristo…!
Desidero dedicare uno spazio tutto speciale al Wesak proprio perché furono i Maestri di Luce a caldeggiarne la diffusione in occidente e poiché a più riprese nelle pagine di questo sito li chiamo in causa, voglio mettermi ancora una volta al loro servizio, per propagare una conoscenza dalla quale 'chi ha orecchi per intendere' potrà trarre ulteriori vantaggi.
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Il Wesak è una festa mobile celebrata da millenni in oriente.
In tutte le Grandi Tradizioni ci sono dei giorni sacri, nella maggior parte dei casi legati ai pleniluni, nei quali si festeggia in modo solenne un momento di aiuto all'Umanità da parte di Dio, un momento di Crescita, di Evoluzione, di Liberazione degli esseri umani.
Questi giorni costituiscono le 'feste mobili' caratteristiche di tutte le religioni, come, per esempio, il Pesach ebraico che celebra l'affrancamento del popolo eletto dalla schiavitù in Egitto, il Ramadan islamico che ricorda la notte sacra in cui il Corano discese sulla Terra per volere di Allah, la Pasqua cristiana di Resurrezione.
Anche il Wesak si inquadra in questo ambito: nella notte del primo plenilunio nel segno del Toro (tra la fine di aprile ed i primi di maggio), il Buddha ritorna e si manifesta, insieme al Cristo ed a tutti i Grandi Esseri, per donare all'Umanità intera la sua Benedizione
Questo grande evento, che si rinnova ogni anno da millenni a metà primavera, non appartiene certamente alla sola Tradizione orientale: anche se è imperniata sulla figura del Buddha, è prezioso patrimonio di tutti gli uomini della Terra, a qualsiasi religione essi appartengano, poiché l'Energia Divina è Universale e non ha nome. Sono stati infatti gli esseri umani a fare dei distinguo di comodo tra questa e quella rappresentazione della divinità e nelle varie religioni è più facile imbattersi in un dio ad immagine e somiglianza dell'uomo che in uomini ad immagine e somiglianza di Dio.
La cerimonia avviene fisicamente nella valle del Wesak, che si trova nella catena dell'Himalaya, alle pendici del monte Kailash, ma è inutile andare a cercarla: è un luogo sacro inaccessibile agli occidentali ed a chiunque non sia pronto ad entrarvi: diversamente qualcuno avrebbe già pensato a costruirvi un 'Wesak Residence'…! Lì, ogni anno, all'approssimarsi del plenilunio di maggio, si riunisce una moltitudine di pellegrini, che si mettono in viaggio per raggiungerla, con mezzi di fortuna e non certamente con comodi pullman turistici, da ogni parte dell'India, del Tibet e delle zone limitrofe. Si tratta di Guide Spirituali (autentiche!), di coloro che si trovano sullo scalino del Discepolo e Maestri di ogni ordine e grado.
Poi ci sono altri esseri umani che partecipano al Wesak inconsapevolmente: sono uomini e donne che, pur senza saperlo, in qualche modo lavorano in sintonia con la Gerarchia. Essi vengono 'prelevati' nel sonno ed il loro Corpo Astrale partecipa alla cerimonia: al risveglio non ricorderanno nulla di ciò che hanno visto, al massimo qualcosa di confuso che scambieranno per un sogno. La memoria fisica non è importante: magari molti di noi hanno già partecipato al
Wesak in astrale e se ciò è avvenuto è un segno che siamo stati 'scelti'… non perché siamo più belli, più bravi o raccomandati, ma perché il nostro Compito è quello di contribuire, in qualche modo, nell'ambito e nel luogo nei quali abitualmente operiamo, allo svolgimento del Piano. Al momento opportuno, i ricordi affioreranno e senza dubbio si trasformeranno in qualcosa di utile alla Gerarchia, che non sceglie mai a caso e sempre nell'interesse del gruppo e non del singolo. E' importante sottolineare che nessuno giunge alla valle del
Wesak, né fisicamente, né in astrale, senza il consenso dei Maestri, dunque anche coloro che conoscono qualcosa della tecnica dei viaggi fuori dal corpo non potranno giungervi se il loro cuore non è puro o se il loro grado di evoluzione non lo consente: la Grande Benedizione che viene impartita durante il
Wesak è una sorta di iniziazione collettiva, un'occasione per compiere un salto evolutivo da trasformare in Amore e tutti sappiamo che solo chi è davvero pronto può essere iniziato.
Nella valle del Wesak, però, sono presenti anche tanti altri pellegrini molto speciali: si tratta dei Grandi Iniziati della Gerarchia che presenziano alla cerimonia con il loro corpo di Luce: sono i Grandi Esseri, i Maestri di Saggezza, i Maestri di Luce, i Maestri Perfetti, i Guardiani del Piano, coloro che, insomma, da 'dietro il velo' sorvegliano da millenni lo svolgersi del Piano Divino di Evoluzione Spirituale. Ci sono poi anche altri Maestri di Luce presenti sotto un'altra forma: sono degli Iniziati a vari livelli che si sono reincarnati in un corpo fisico per una scelta di Servizio e stanno lavorando attivamente ma discretamente nel mondo umano per favorire lo svolgimento del Piano Divino. Essi non possono raggiungere l'Himalaya, ma partecipano al
Wesak con il loro Corpo Astrale: solo chi ha ricevuto la seconda iniziazione da parte della Gerarchia può consapevolmente e con la massima discrezione compiere un viaggio di questo tipo ogni volta che si renda necessario.
INFINE, NELLA VALLE DEL WESAK C'È IL PENSIERO D'AMORE - OSSIA L'ENERGIA PIÙ POTENTE DELL'UNIVERSO - DI TUTTI COLORO CHE CELEBRANO LA STESSA CERIMONIA NELLO STESSO MOMENTO, IN PARTI DIVERSE DEL MONDO.
Gli appartenenti alla Gerarchia prendono posto intorno ad un altare di pietra bianca, sul quale vi è una coppa di cristallo colma d'acqua purissima, mentre tutti gli altri presenti si dispongono nella valle in attesa del Grande Momento.
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La tradizione indiana narra che 500 anni circa prima della nascita di Cristo, il principe Gautama Siddharta, dopo aver trascorso una lunga vita nell'ascesi e nell'insegnamento dell'Amore e della Compassione, raggiunge l'Illuminazione divenendo così un Buddha, ossia un risvegliato. Egli ha in tal modo terminato il suo Cammino, si è liberato dal Samsara (la Ruota delle Rinascite), ha salito tutti gli Scalini della sua Evoluzione Spirituale ed è alfine diventato un Maestro Perfetto. Il suo Compito sulla Terra, incarnato in un corpo fisico, è dunque terminato.
Gautama Siddharta muore nel 480 circa a.C., a Kushinagara, nella notte del primo plenilunio nel segno del Toro ed immediatamente raggiunge la soglia del Nirvana: gli basterebbe un solo passo e sarebbe libero dal doloroso ciclo delle rinascite, si troverebbe inondato di Luce e di beatitudine, di tutte le sue vite terrene non rimarrebbe più nemmeno il ricordo.
Ma ecco che proprio mentre sta per compiere quel passo, il Buddha si volta a guardare il pianeta che ha appena lasciato e vede il genere umano al quale ormai non appartiene più. Lo vede sofferente, schiacciato dalla fatica di una vita difficile, preda delle malattie, schiavo dei propri desideri, in balia delle forze spesso ostili della Natura, straziato da innumerevoli piaghe fisiche e morali.
Ed è allora che il Buddha, Maestro di Compassione, formula davanti ai Grandi Esseri della Gerarchia che lo stanno attendendo, il suo solenne giuramento, compie la sua Grande Rinuncia d'Amore: non entrerà nel Nirvana fino a quando non vi sarà entrato, prima di Lui, l'ultimo essere umano. Fino a quel momento - che egli sa bene che arriverà, poichè ogni uomo è destinato a diventare Maestro di Luce - il Buddha resterà amorevolmente in attesa, ma ogni anno da allora, nella notte del
Wesak, egli ritornerà sulla Terra per portare la sua benedizione, aiutando ed incoraggiando, in tal modo, l'evoluzione spirituale dell'umanità intera.
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Nella valle del Wesak è proprio questo l'avvenimento tanto atteso.
Tutta al moltitudine presente intona il canto della 'OM', il suono primordiale della Creazione, l'impronta del nome di Dio.
Accanto all'altare, al centro del gruppo dei Maestri, si 'materializza' il Cristo, che riceverà la benedizione del suo Fratello di Luce e la riverserà, potenziandola, sulla Terra.
Al momento convenuto, tutti volgono lo sguardo verso nord-est, dove sta apparendo un punto luminoso che lentamente si avvicina: al suo interno, si rende visibile la figura del Buddha che, con la mano alzata in segno di benedizione si ferma a mezz'aria sulla roccia sacra, mentre i Maestri intonano un potente mantra che viene recitato solo in questa occasione.
Tutti i presenti sono in ginocchio ed un'intensa vibrazione energetica si manifesta tangibilmente per tutta la valle, mentre gli iris sbocciano uno dopo l'altro. Vengono intonati mantra e preghiere che culminano con la Grande Invocazione, mentre il Buddha ascolta, sorride e benedice.
Egli rimane visibile nel suo corpo di Luce per otto minuti. Poi lentamente si allontana così come è venuto.
I presenti rimangono ancora qualche minuto in preghiera e in meditazione, poi si avvicinano all'altare dove ricevono dai Maestri un sorso d'acqua dalla coppa di cristallo. Quest'acqua, che ha ricevuto ed immagazzinato l'Energia di Benedizione del Buddha e di tutti i Grandi Esseri, rappresenta la continuità del legame tra Maestri, Discepoli ed esseri umani ed è un potente veicolo di energia positiva e di determinazione a proseguire il Cammino.
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IL WESAK OCCIDENTALE
Partecipare al Wesak in occidente ha un grande significato: vuole dire porsi in sintonia con quanto sta avvenendo nello stesso momento nella valle dell'Himalaya e ricevere la potente benedizione dalle mani del Buddha e del Cristo: se c'è qualcuno che ritiene di non aver bisogno di benedizioni, me lo faccia sapere!
Come ho già detto, è stata la Gerarchia stessa a chiedere insistentemente ed a più riprese la diffusione del
Wesak in occidente. Lo fecero dapprima i Maestri Koot Hoomi e Morya che istruirono Helena Blavatsky ed in seguito il Maestro Djwal Kul, meglio conosciuto in occidente come 'Il Tibetano', che dettò ad Alice Bailey a partire dall'inizio degli anni '30 e per circa cinquant'anni, tutta una serie di opere direttamente ispirate dalla Gerarchia.
A proposito della diffusione del Wesak, queste sono le sue parole:
"Cercate di fare del Wesak (al plenilunio di maggio) una festività universale e riconosciuta, utile a tutti gli uomini di tutte le fedi. E' la festa in cui i due Capi Divini dell'Oriente e dell'Occidente collaborano ed operano nella più stretta unione spirituale; il Cristo ed il Buddha usano ogni anno questa festività come punto di ispirazione per il lavoro dell'anno successivo. Cercate di fare lo stesso. Le energie spirituali in questo momento [all'alba della Nuova Era, N.d.A.] sono disponibili in modo
eccezionale."
Quando queste parole furono dettate ad Alice Bailey, la sede occidentale del
Wesak non era ancora stata scelta dalla Gerarchia. L'unica cosa che il Tibetano disse in proposito nel 1946, fu che ci sarebbero ancora voluti 35 anni prima che il
Wesak fosse celebrato pubblicamente in occidente. E' stato forse un caso che il primo
Wesak occidentale sia stato organizzato a Torino nel 1981, per tutta una serie di 'strane coincidenze'? 1946 + 35 fa, sì, 1981? C'è da far notare che le opere del Tibetano furono tradotte in italiano solo nel 1985 e che colui che organizzò il primo
Wesak pubblico occidentale non era certamente un intellettuale o un rappresentante della Società Teosofica, ma semplicemente un uomo dal cuore puro che si chiamava Antonio Amerio.
La Gerarchia non fa mai nulla a caso e se ha chiesto la diffusione occidentale del
Wesak, permettendo la celebrazione pubblica del primo solo a trentacinque anni di distanza, un motivo c'è. Oggi - da qualche anno a questa parte - un sempre maggior numero di occidentali è pronto a ricevere energie di una frequenza più sottile, più potente, un sempre maggior numero di Coscienze è in grado di aprirsi accettando il cambiamento energetico che ha incominciato ad investire la Terra a partire, appunto, dalla fine della seconda guerra mondiale. Ecco perché il
Wesak pubblico è oggi, in occidente, una realtà che coinvolge una massa sempre più grande di persone. Ed ESSERCI, magari anche solo per curiosità, magari anche solo perché qualcuno ci ha trascinati, magari per un apparente casualità, significa che il nostro Compito, in modi e con tempi assolutamente individuali, per molti anche attualmente incomprensibili, è utile ai Maestri che proprio per questo loro scopo ci hanno scelti e ci hanno 'portati' a presenziare alla cerimonia
Chi vi partecipa è 'lì' con il corpo fisico, ma nella valle del Wesak con il pensiero e l'anima, pronto a ricevere la sua parte di benedizione per poi riversarla su quanti incontrerà sul Cammino. Ed ognuno lo farà secondo il proprio possibile, che i Maestri conoscono molto bene. Ricordiamo sempre che non ci viene mai chiesto nulla che non sia nelle nostre possibilità.
Dice ancora il Tibetano a proposito del Wesak: "L'effetto sull'umanità è stato intensificato. Vorrei che tutti coloro che sono disposti ad unirsi a questa festività provassero a farlo soggettivamente, dovunque si trovino e partecipassero intelligentemente alla cerimonia. A tutti vorrei chiedere di usare l'immaginazione ed agire come se fossero discepoli accettati […]."
La cerimonia occidentale del Wesak è altamente suggestiva: anche chi pensa di esserci arrivato 'per caso' non può fare a meno di sentire che, in qualche modo, c'è un'energia molto speciale che riempie l'aria. A proposito di 'caso': quando ho organizzato il mio primo
Wesak come celebrante, dopo aver assistito a moltissimi altri come semplice partecipante (ed anch'io ci sono arrivata 'per caso' la prima volta…!), ho invitato con notevole anticipo tutti coloro che pensavo potessero essere interessati/incuriositi: sono arrivati tutti… meno quattro persone che all'ultimo momento hanno avuto un impedimento improvviso, di quelli strani ed imprevedibili. Ancora una volta ho dovuto constatare che così è: partecipa al
Wesak solo chi ha davvero qualcosa da fare 'qui e ora' per ordine e conto della Gerarchia. Ma c'è di più: all'ultimo momento sono arrivate alcune persone che non conoscevo, amici di amici, tra cui una ragazzina di 16 anni che aveva voluto a tutti i costi accompagnare sua madre 'per non restare a casa da sola': al termine della cerimonia aveva, sì, l'aria di una che pensa di essere capitata in una gabbia di matti… ma evidentemente i Maestri di Luce hanno qualche progetto per lei…!
La cerimonia occidentale ripercorre idealmente le tappe di quella che avviene nella valle sacra: un tavolo ricoperto da una tovaglia bianca riproduce, nell'intenzione, l'altare presente da millenni nella valle e su di esso vi è una coppa di cristallo ricolma d'acqua; vengono letti alcuni messaggi dei Maestri ed il luogo è pieno di fiori. Organizzando il
Wesak, infatti si invitano i partecipanti a portare con sé un fiore, uno solo, che viene messo insieme a tutti gli altri: il fiore del
Wesak è l'iris, ma qualsiasi corolla va bene… a parte le rose per un motivo pratico (leggi: spine). Chi lo desidera, può portare con sé una bottiglietta d'acqua.
Il momento centrale della celebrazione è costituito da una meditazione guidata, che dura circa 15/20 minuti. Di questi 15/20 minuti, 8 saranno di silenzio: sono gli 8 minuti durante i quali il Buddha si manifesta ed impartisce, insieme al Cristo, la sua benedizione all'umanità. Al termine, proprio come avviene nella valle, viene recitata la Grande Invocazione. Questa è una preghiera dettata dalla Gerarchia che non appartiene a nessuna religione in particolare, ma è patrimonio prezioso di tutti gli 'uomini di buona volontà': recitarla significa mettersi in contatto con Piani di Coscienza Superiori, è 'fare la nostra parte' per ripulire l'energia che circola sulla Terra… e mai come ora sembra essercene bisogno!
La cerimonia si conclude con il canto delle 12 OM ed al termine chi lo desidera (e se il
Wesak non è eccessivamente affollato!) si può avvicinare alla coppa e bere un sorso d'acqua, che, come quella posta sull'altare nella valle del
Wesak, si sarà caricata di un'energia positiva ad altissima vibrazione. L'acqua della bottiglietta portata da casa, sarà una sorta 'riserva energetica' per i giorni successivi, da condividere, possibilmente, con le persone amate e che non hanno potuto presenziare alla serata. A questo proposito, una raccomandazione per chi intende partecipare: 'una bottiglietta' non significa un cestello o più da sei bottiglie da un litro e mezzo… come purtroppo spesso avviene!
Prima di andare via, ognuno dei presenti prenderà un fiore, portando con sè in tal modo, l'ondata di Amore che si sarà sprigionata durante la cerimonia. Questo fiore andrà fatto seccare a testa in giù e conservato: lentamente rilascerà nell'ambiente in cui verrà posto la sua energia benefica. L'anno successivo, lo si ringrazierà e sostituirà con un altro fiore del
Wesak.
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Questa è, descritta molto sinteticamente, la cerimonia del
Wesak: ciò che non si può descrivere è la solennità del momento e nemmeno l'intensa emozione che pervade tutti i presenti. Torno a precisare che la maggior parte dei partecipanti arriva la prima volta al
Wesak con la sola curiosità di 'vedere cosa capita', qualcuno anche munito di un solido scetticismo: nessuno, però, esce indifferente… nemmeno quelli che si sono addormentati durante la meditazione.
Se i Maestri di Luce hanno voluto che il Wesak diventasse pubblico ai giorni nostri è stato per aiutarci a comprendere quella famosa parola d'ordine dell'età acquariana: RICONNESSIONE.
E' mia speranza (ma potrei dire 'certezza'!) che il Wesak - che in Italia è stato celebrato pubblicamente per la prima volta a Torino, ma si sta rapidamente estendendo a molte altre città - veda un sempre maggior afflusso di pubblico. Significherebbe che un sempre maggior numero di persone decide di svincolarsi da quella che sembra essere la follia collettiva che caratterizza questi nostri tempi malati per ricominciare a volgere lo sguardo all'unico luogo dove sia possibile trovare autentiche risposte da trasformare in Vita: dentro di noi.
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Chi, di anno in anno,
desidera conoscere le date e i luoghi in cui si celebra il
Wesak nelle varie zone d’Italia, può
collegarsi al sito
www.wesak-italia.it dove troverà tutte le informazioni relative a
questo importante evento.
Se anche voi avete voglia di FARE LA VOSTRA PARTE, per voi stessi e per il Pianeta che ci ospita, non perdete questa Grande Opportunità.
Desidero precisare un particolare molto importante, che serva a rendere difficile la vita di eventuali (purtroppo immancabili) approfittatori:
LA PARTECIPAZIONE AL WESAK E' ASSOLUTAMENTE GRATUITA!
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La preghiera che segue viene spesso recitata durante il
Wesak: fa parte della più celebre Grande Invocazione, che troverete nell'archivio della rubrica di questo stesso sito, intitolata
'Cristalli di Rocca'.
Insieme alla sua sorella maggiore, è stata dettata alla Gerarchia, che ne ha caldamente raccomandato la diffusione. Non appartiene a nessuna religione, chiesa o gruppo in particolare e nessuno ci può mettere sopra un copyright: è un prezioso patrimonio spirituale dell'intera umanità, un dono che la Gerarchia ha voluto fare a tutti gli uomini di qualsiasi razza, colore e fede.
Normalmente la consegno ai miei allievi del 3° livello Reiki, quelli che dovrebbero aver già incominciato a comprendere cosa voglia dire la parola 'perdono' e cosa davvero significhi "fare la nostra parte": ve la voglio regalare, certa che saprete farne buon uso!
LE FORZE DI LUCE PORTINO ILLUMINAZIONE
AL GENERE UMANO.
LO SPIRITO DI PACE SI DIFFONDA OVUNQUE.
GLI UOMINI DI BUONA VOLONTA' SI INCONTRINO
IN SPIRITO DI COLLABORAZIONE.
IL PERDONO SIA LA NOTA DOMINANTE
DI QUESTO MOMENTO.
IL POTERE ASSISTA L'OPERA DEI GRANDI ESSERI.
COSI’ SIA E AIUTATECI A FARE LA NOSTRA PARTE.
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